Rito della Via Crucis nel Madrinato S. Placido

 

“La Croce di Dio è il dolore di ciascuno e il dolore di ogni uomo è il dolore stesso di Dio”. E’ questo, in sintesi, il profondo messaggio emerso dal rito della Via Crucis organizzato Venerdì 22 Aprile, dalle realtà parrocchiali di Casoria. Il sacro evento  non ha  mancato  di colpire il cuore dei fedeli che vi hanno partecipato con devota intensità emotiva; in particolare, chi è afflitto da sofferenze fisiche e morali, percorrendo “la mulattiera del Calvario”e meditando sulle atrocità  subìte da Gesù, ha  avvertito nel profondo della sua anima che il Figlio di Dio gli è vicino, condivide le sue pene e lo sostiene lungo il  cammino doloroso.L’ampio cortile del Madrinato S. Placido ha costituito lo scenario naturale della Via Crucis, nella quale sono stati rievocati e fatti rivivere i momenti fondamentali della Passione di Cristo, commentati ad ogni stazione da laici, religiosi e religiose. i partecipanti hanno rivissuto in un clima di profondo raccoglimento il momento in cui Gesù morì per espiare i peccati del mondo.In un silenzio assorto, in cui la meditazione si è fatta intima preghiera, i partecipanti al sacro rito hanno ascoltato le parole pronunciate sulla Croce dal Messia, impresse nella mente e nel cuore di ogni cristiano, esprimenti senso di angoscia e adesione alla volontà del Padre, rifiuto della sofferenza e perdono, atto quest’ultimo della misura dell’amore di Dio: quello di amare senza misura: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?; “Ho sete!”; “Tutto è compiuto”; “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”; “Allontana da me questo calice”; “Oggi sarai con me in Paradiso”; Padre nelle tue mani affido il mio spirito”.  Nel  pianto di Maria sotto la Croce, si è  colta l’atroce sofferenza di ogni madre nell’assistere all’agonia e alla morte di un figlio. Ha scritto al riguardo padre Raniero Cantalamessa: “Le sofferenze della vittima cessano al momento della morte, quelle della madre della vittima no; si prolungano, spesso, per tutta la vita. Nel cuore delle madri la sofferenza perde il colore politico, si purifica, resta dolore e basta”. Un grazie veramente di cuore agli organizzatori della Via Crucis, tra cui il decano don Marco Liardo, che  ci hanno resi ancora più consapevoli dell’amore “folle”di Dio per ogni uomo, umiliando se stesso, come scrive S. Paolo ai Filippesi, e “facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce”.

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