Nola, è il giorno della Ballata!

Le varre, protagoniste appena 24 ore fa del rituale dell’attaccatura, sono ormai pronte ad accogliere le spalle dei cullatori. Ieri erano ancora al centro di quel momento solenne e laborioso che precede la Ballata, mentre l’odore della carne alla pizzaiola accompagnava la conclusione dell’ultima varra attaccata, quasi fosse il segnale che il lavoro degli attaccatori poteva finalmente fermarsi per qualche ora e lasciare spazio al ristoro. Oggi, invece, quelle stesse varre sono pronte a compiere la loro missione: diventare il punto di contatto tra gli uomini e i Gigli, tra la forza delle spalle dei cullatori e il movimento di quei giganti di legno e cartapesta che, tra pochissimo, torneranno a danzare per le strade di Nola.

Nemmeno il tempo di salutare l’ultimo comitato protagonista del sabato dei comitati in piazza Duomo, dunque, e Nola si è già risvegliata dentro la sua domenica più attesa. I Gigli lasceranno le rispettive postazioni e si avvicineranno progressivamente al cuore della città per l’ingresso in Piazza Duomo, dove andranno in scena le esibizioni prima del momento solenne della benedizione delle macchine da festa da parte di San Paolino. Poi, nel pomeriggio, il rito tornerà a farsi strada: le paranze riprenderanno il percorso storico e comincerà quella lunghissima danza che accompagnerà Nola fino all’alba.

E già nelle prime ore della giornata è possibile leggere, nelle postazioni, i racconti dei nove protagonisti di questa edizione.

A piazza Clemenziano c’è l’Ortolano, affidato alla paranza nolana San Massimo “La Trinchese”: un Giglio che porta con sé una veste fortemente legata all’identità della città e a quella Nola che, proprio oggi, tornerà a ballare.

A pochi passi, in piazza Immacolata, attende il Bettoliere, con la paranza Volontari e la famiglia Caccavale come maestri di festa. È una presenza che unisce la devozione per il Giglio a una famiglia profondamente legata anche alla dimensione musicale della festa.

In piazza Collegio c’è invece il Sarto, con l’Impero Nolano. È una delle paranze chiamate per la prima volta a cullare un Giglio a Nola.

Nel cuore più raccolto del centro storico, in Vico Duomo, c’è lei: la Barca di San Paolino, affidata alla paranza La Fedelissima. Non è un Giglio, ma è parte imprescindibile della grande processione: rappresenta il ritorno di San Paolino dopo la prigionia e occupa il posto centrale nella sequenza della sfilata.

A piazza Giordano Bruno, quasi sotto lo sguardo ideale del grande filosofo che dà il nome alla piazza, attende invece il Fabbro, accompagnato dalla paranza barrese Super Team La Mondiale. Un Giglio che invita anche alla riflessione, proprio in uno spazio della città che porta un nome così importante per la storia del pensiero.

In piazza Paolo Maggio c’è il Salumiere, affidato alla paranza Pollicino. Anche qui la macchina da festa racconta un legame preciso con la tradizione.

A Palazzo a Catena c’è invece il Calzolaio, con l’Orgoglio Nolano. È forse uno dei Gigli che porta con sé la storia più delicata di questa vigilia. Nei giorni scorsi il maltempo aveva provocato il crollo della macchina da festa in piazza Marco Clodio Marcello. Nessun ferito, ma immagini che hanno lasciato il segno nella comunità. Oggi il Calzolaio torna però nel racconto della festa con una forza ancora maggiore: quella di una tradizione che, anche quando viene colpita, trova la strada per rialzarsi.

Nei pressi della Villa Comunale si trova il Beccaio, affidato alla Gioventù Bruscianese. Il suo rivestimento è dedicato a Santa Rita da Cascia e nasce dalla devozione dei maestri di festa e delle famiglie che hanno voluto affidare proprio alla Santa il tema del proprio Giglio.

E infine, da piazza Ferrovia, partirà il Panettiere, accompagnato dalla paranza nolana Stella. Un ritorno particolarmente atteso, quello della paranza, che riporta nella Festa una presenza capace di evocare una parte importante della tradizione nolana.

Per un’intera giornata Nola sarà attraversata dalla propria storia. Dalla Piazza Duomo, dove i Gigli riceveranno la benedizione, fino alle strade del percorso storico, ogni passo sarà un omaggio a San Paolino e alla città.

L’ordine della ballata pomeridiana, come da tradizione, sarà il seguente: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca di San Paolino, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.

E a mezzanotte, mentre la Festa sarà ancora in corso, saranno proclamati i nuovi maestri di festa dell’edizione 2027. Una festa che nasce nel momento in cui è ancora in corso.

Share This Post