Nel giugno del 2022, nel format La Copertina di NanoTV, condotto da Nando Troise, fu
ospite l’allora ex-assessore al Personale del Comune di Casoria, Antonio Rocco. A distanza
di tre anni, quella puntata appare come una bussola per comprendere le mille dinamiche
della politica.
Nel corso del 2022, Antonio Rocco aveva elaborato un piano ambizioso per il rilancio
dell’organico comunale: 24 progressioni interne (12 da categoria C a D e 12 da B a C) e una
programmazione di nuove assunzioni, da sottoporre all’autorizzazione ministeriale.
Un’impostazione tecnica e operativa che però si è bruscamente interrotta con un rimpasto di
giunta, figlio dei nuovi equilibri politici all’interno dell’amministrazione.
A innescare la puntata de La Copertina fu un semplice scambio di messaggi tra Nando
Troise e Antonio Rocco. L’11 maggio 2022 il direttore scrive: “Non sei più assessore?”.
Rocco risponde con un laconico “No”.
In trasmissione, Troise chiede all’ex assessore di commentare. Rocco spiega di essere stato
chiamato come figura tecnica per affrontare il nodo delle assunzioni in un Comune in
dissesto, e di aver avvertito da subito il sindaco: “Ti do una mano, ma se non si viaggia a
300 km/h non si riuscirà ad assumere nessuno”. Le difficoltà interne, i ritardi
nell’approvazione dei bilanci e le rigidità imposte dalla normativa sul dissesto, hanno fatto il
resto. E, come afferma con tono sobrio ma diretto: “Probabilmente ragioni politiche interne
alla maggioranza hanno portato a questa scelta”.
Il suo mandato, durato da luglio 2021 a maggio 2022, nasce con una premessa chiara:
Rocco accetta l’incarico solo a patto che si proceda a ritmo serrato, consapevole delle
difficoltà che avrebbe trovato in un comune reduce dalla dichiarazione di dissesto. Come
raccontato nella puntata, fin dal primo incontro avvisa il sindaco: “Se non si viaggia a 300
km/h, a fine anno non riusciremo ad assumere nessuno”.
Una previsione che purtroppo si è concretizzata per il 2021. Le tempistiche tecniche per
l’approvazione dei bilanci, condizione necessaria per ottenere l’autorizzazione della
Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali (COSFEL), si sono rivelate troppo
lunghe. A questo si sono aggiunte complicazioni interne, come l’indisponibilità di alcuni
dirigenti. Poi si è arrivati al 2022, con il già citato piano, però interrotto dal rimpasto di giunta,
con la delibera da parte della nuova giunta di un nuovo piano di assunzione ridimensionato a
19 unità da far vagliare alla COSFEL.
L’intervista diventa anche l’occasione per riflessioni più ampie, Rocco usa la metafora del
treno per parlare delle occasioni da intercettare per i comuni: "Prima passavano i fondi
europei, oggi passa il treno del PNRR”. Una riflessione importante soprattutto alla luce delle
difficoltà che gli enti hanno nel riscuotere i tributi, altro tema centrale.
Arrivando alla “Copertina”, quella che il Direttore ha chiesto di commentare a Rocco al
termine della puntata aveva un titolo emblematico: “La strage degli innocenti: vittime delle
logiche politiche”. Antonio Rocco con sobrietà e garbo non polemizza, ma mette l’accento
sul fatto che probabilmente per logiche interne alla maggioranza quell’esperienza sia finita
anzitempo.
Un vero peccato, considerando il curriculum di rilievo dell’ex assessore. Sul tema, il direttore
Troise apre una parentesi significativa, ricordando un episodio del passato, senza precisare
né il periodo né i protagonisti: un assessore, stimato anche dalle opposizioni, fu sollevato
dall’incarico. “Perché?”, chiese al sindaco di allora. La risposta fu disarmante: “Ho una
panchina molto lunga, devono giocare tutti”. Un chiaro riferimento alle dinamiche interne
delle maggioranze, dove spesso a prevalere sono le logiche di equilibrio politico più che la
competenza.
Troise, con la sua consueta schiettezza, commenta: “Io, da uomo di calcio, trovo questa
mentalità illogica. Se ho un bravo calciatore, gioca. Ma che significa la panchina lunga?”.
Una riflessione amara, che restituisce bene il clima raccontato anche in questa puntata.
Un altro spunto ancora valido riguarda il concetto di “indifferenza della democrazia”, usato
da Rocco per descrivere una politica nazionale sempre più fluida e incoerente.
L’indifferenza, come sottolineato anche dal direttore Troise, è divenuta visibile nel
progressivo calo dell’affluenza alle urne, fenomeno che continua ad aggravarsi anno dopo
anno. Non è un caso che lo stesso tema sia tornato d’attualità nelle ultime consultazioni del
2025, con dati preoccupanti in tutta Italia.
Un’intervista del 2022, ma attualissima anche nel 2025. A volte, per capire dove stiamo
andando, basta guardare indietro con lucidità.