I LAVORATORI DELLA IPER CASORIA SPA (EX CARREFOUR) SPIEGANO I MOTIVI DELLA LORO PROTESTA.

In ritardo i lavori di ristrutturazione del Centro commerciale. Non assegnato il sussidio di Maggio e Giugno.

Assembramento dei dipendenti della IPER CASORIA (EX CARREFOUR), questa mattina, fuori alla sede del municipio di Casoria, in piazza Cirillo. Nei loro sguardi vi si coglie amarezza, delusione e senso di frustrazione : discutono fra loro, di tanto in tanto lanciano in coro slogan vibranti  di rabbia in attesa di conoscere le decisioni dell’incontro fra i loro rappresentanti sindacali e il sindaco Carfora. Hanno bisogno di parlare, di esternare le loro preoccupazioni, di comunicare alla stampa locale e ai passanti i motivi della loro protesta. “La CARREFOUR” – spiega una signora sulla quarantina – “ nel 2010, dopo diversi anni di cassa integrazione e rotazione del personale, decide di liberarsi dell’ipermercato di Casoria. Questa decisione probabilmente è stata accelerata anche dal fatto che la struttura che ospitava il centro commerciale  dopo più di 30 anni aveva bisogno di una radicale ristrutturazione dal tetto che era diventato permeabile in tantissimi punti. Ma questa ristrutturazione la proprietà dello stabile si è sempre rifiutata di farla. Forse questo è stato il motivo principale della cessione di ramo d’azienda

da parte di Carrefour . Così nel Maggio 2010 nasce una nuova società, IPER CASORIA SPA, la quale rileva da Carrefour l’ipermercato con tutti i 190 dipendenti. “L’IPER CASORIA” – prosegue un suo collega – “chiede e ottiene due anni di cassa integrazione. La cassa integrazione a rotazione per il personale è continuata fino a Gennaio 2011, perché il magazzino è rimasto aperto su soli 6000 metri quadri, essendo stati chiusi alla vendita gli altri 5000 metri quadri”. Chiedo cosa sia successo dopo tale data e immediatamente arriva la risposta: “A Febbraio 2011 tutti i lavoratori sono stati collocati in cassa integrazione a zero ore perché il Centro commerciale doveva chiudere per iniziare i lavori di ristrutturazione. I lavori iniziano con la gioia di noi tutti, ma con il passare dei mesi man mano rallentano. Poi, a Dicembre 2011, una notizia ci raggela come una improvvisa doccia gelida e si affievolisce ulteriormente la nostra speranza di riprendere tutti il lavoro: l’IPER CASORIA SPA comunica agli uffici regionali e provinciali, alle segreterie sindacali CGL,  CISL, UIL e alla RSU aziendale che, per motivi di crisi economica, era costretta a dichiarare 40 esuberi. A questa comunicazione seguirono diversi incontri fra Sindacati e Azienda  dalla quale scaturì, alla fine di Dicembre 2011, un accordo di mobilità per 40 lavoratori.

 

“A oggi” – intervengono altri dipendenti – “non si sa quando i lavori saranno completati. A Maggio 2012 l’IPER CASORIA SPA ha chiesto e ottenuto un altro anno di cassa integrazione. La preoccupazione comune è che non è stata ancora ufficializzata nessuna data di apertura. Non riusciamo a stabilire a chi attribuire la responsabilità dei ritardi dei lavori: il Consorzio, che comprende l’IPER CASORIA, o unicamente l’IPER CASORIA SPA. Ma ciò che è grave e ci indigna molto è il fatto che l’iper casoria si era impegnata ad anticiparci i soldi della cassa integrazione fino a Luglio 2012, ma non abbiamo ancora ricevuto il sussidio di Maggio e di Giugno. I 190 lavoratori, con  i rappresentanti sindacali, hanno coinvolto in diverse occasioni il sindaco di Casoria con i suoi assessori. Ancora oggi non si riesce a capire come mai la ristrutturazione non procede in modo veloce”. Giustissimi, dunque, i motivi della protesta: 190 famiglie attendono che l’IPER CASORIA mantenga le promesse. E’ una questione di lealtà e di rispetto della dignità dei lavoratori. Vi aggiorneremo sugli sviluppi.

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