Le vetrine cominciano a riempirsi di cartelli, le pubblicità annunciano sconti sempre più invitanti e sui siti di e-commerce iniziano a comparire le prime offerte. A poco più di una settimana dal Black Friday, anche l’Italia si prepara a uno degli appuntamenti commerciali più attesi dell’anno. Il conto alla rovescia è già cominciato: nel 2025 il Black Friday cadrà venerdì 28 novembre, il giorno successivo al Thanksgiving americano.
Ma mentre negozi e grandi piattaforme si preparano a quello che ormai è diventato un appuntamento quasi immancabile per chi cerca occasioni, viene spontaneo chiedersi: perché si chiama Black Friday e da dove nasce questa tradizione?
Per trovare le origini bisogna andare negli Stati Uniti e tornare indietro di diversi decenni. Il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento era già considerato un momento importante per il commercio, perché segnava di fatto l’inizio della stagione degli acquisti natalizi. Il nome “Black Friday”, però, avrebbe avuto inizialmente un significato molto diverso da quello che gli attribuiamo oggi.
Secondo la ricostruzione storica più accreditata, l’espressione cominciò a essere utilizzata a Philadelphia tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta. A chiamare così quella giornata sarebbero stati soprattutto gli agenti, alle prese con strade congestionate, traffico intenso e una grande quantità di persone riversate nei negozi. Il venerdì dopo il Thanksgiving era infatti una giornata particolarmente movimentata.
Il “nero”, quindi, non avrebbe inizialmente avuto nulla a che fare con i guadagni dei negozi. Era piuttosto il colore di una giornata difficile, fatta di traffico, confusione e lavoro extra per chi doveva gestire l’ordine pubblico.
Con il passare degli anni, però, il significato del termine è cambiato. I commercianti hanno cominciato a trasformare quella giornata in una grande occasione per attirare clienti e dare il via allo shopping natalizio. E così il Black Friday è lentamente passato dall’essere una giornata problematica a diventare una delle date più importanti del calendario commerciale americano.
Esiste anche una seconda spiegazione, diventata molto popolare: quella secondo cui il termine “nero” sarebbe collegato ai bilanci dei commercianti. Il rosso avrebbe rappresentato le perdite, mentre il nero i guadagni. L’aumento delle vendite durante il periodo natalizio avrebbe quindi permesso ai negozi di passare “dal rosso al nero”. È una spiegazione suggestiva e ancora oggi molto diffusa, ma viene generalmente considerata una reinterpretazione successiva del termine, non la sua origine storica.
Da Philadelphia il Black Friday ha poi conquistato gli Stati Uniti e, con la diffusione dell’e-commerce, ha superato i confini americani. Oggi è diventato un fenomeno internazionale e anche in Italia il periodo degli sconti coinvolge negozi fisici, grandi catene e piattaforme online.
E ormai il Black Friday non dura neppure più soltanto un giorno. Sempre più spesso le promozioni iniziano in anticipo, dando vita alla Black Week, e proseguono fino al Cyber Monday, dedicato soprattutto agli acquisti online.
Per il 2025, dunque, l’appuntamento è fissato al 28 novembre. Ma a Napoli e nelle altre città italiane i primi segnali sono già arrivati: sulle vetrine iniziano a comparire percentuali, bollini e scritte che promettono occasioni, mentre i consumatori cominciano a confrontare prezzi e prodotti in vista degli acquisti natalizi.
Mancano ancora alcuni giorni, ma l’atmosfera è già quella del Black Friday.
E dietro quei grandi cartelli con scritto “-30%”, “-50%” o “offerta speciale” c’è una storia che parte da molto lontano: da un venerdì caotico nelle strade di Philadelphia e arrivata, più di mezzo secolo dopo, nelle vetrine e negli smartphone di tutto il mondo.