SALUTE, GINECOLOGI: POTENZIARE PREVENZIONE CONTRO INFEZIONI DA HPV

Esperti riuniti a Napoli per la 2° edizione del Vulva Forum

Da una serie di studi e ricerche da parte di centri di sorveglianza in Italia è emerso che sono in aumento patologie un tempo dimenticate come chlamidia, sifilide, tricomoniasi, infezioni erpetiche e virali come condilomi anogenitali. La recrudescenza di malattie sessualmente trasmissibili è maggiore nel mondo maschile rispetto a quello femminile. Serve una politica di prevenzione generalizzata sull’uso del condom verso tutti, eterosessuali e omosessuali per ridurre l’incidenza di tali patologie. Al nuovo Parlamento chiediamo di varare una legge per l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole”.

Lo ha detto la ginecologa Paola Salzano, responsabile scientifica della 2° edizione del Vulva Forum, durante i lavori del meeting conclusosi oggi a Napoli al quale hanno partecipato ginecologi, dermatologi, urologi, chirurghi plastici, chirurghi pediatrici, avvocati e medici legali.

La patologia vulvare è ancora poco diagnosticata e poco trattata. Le donne vanno poco dal medico o ci arrivano tardi perché esiste ancora un grande tabù verso l’area genitale. Noi abbiamo un compito importante nell’informare le pazienti. Volersi bene non significa solo andare dall’estetista ma sottoporsi a visite mediche regolari – ha evidenziato la ginecologa e sessuologa Alessandra Graziottin, presidente del congresso insieme al dermatologo-anatomopatologo Giulio Ferranti – Bisogna vaccinarsi, vaccinare le proprie figlie e i propri figli maschi contro il papilloma virus. Una cosa fondamentale: con il vaccino antipapilloma virus trasmettiamo semplicemente un numero di targa. Il virus ha due parti, il DNA che è il codice virale, la carrozzeria del virus che è il capside – ha aggiunto – Prendiamo una proteina della carrozza, il numero di targa, lo iniettiamo per mettere il nostro sistema immunitario in condizioni di riconoscere i virus ed eliminarli. Dal punto di vista dell’infezione, il vaccino è sicuro al 100%, non c’è DNA virale. Al massimo possiamo avere allergie agli eccipienti ma sono nulla rispetto all’importanza di prevenire condilomi, carcinomi al collo dell’utero, vagina, vulva, ano, bocca ma anche della vescica. Il virus non è solo dove riceviamo il contatto o l’infezione, entra nel sangue, viaggia e quando la donna fuma (fuma il 28% delle donne italiane tra i 25 e 44 anni) potenzia la capacità oncogena dei papilloma virus con aumento drammatico dei carcinomi al collo dell’utero e della vescica”.

Nella prima giornata dei lavori, focus sul rapporto tra media e salute con i giornalisti Alessandro BarbanoChiara del GaudioDonatella Romani Maria Laura Veneziano e i medici Giuseppe LaurelliPietro LippaLuciano Mariani, Paola Salzano e Giuseppe Saggese. Esaminati casi scottanti ad alto impatto sociale, lesioni traumatiche e diagnosi rispetto all’abuso sessuale con Saggese che ha ricordato il caso della piccola Fortuna a Caivano.

 

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