La rivincita dei Maestri del fitness sulle multinazionali

Gli allenamenti in palestra? Dalle pericolose batterie di polli da allevare, gestiti da multinazionali attente solo al rid bancario, alle palestre “artigiane”, dove la parola si fa preziosa e rimanda alla cura del cliente, al rapporto personale, al beneficio e al risultato fisico del singolo. Il mondo del fitness sembra oramai aver svoltato: vince il modello del centro fitness dai numeri piccoli, dalla clientela curata che afferma il primato dell’educazione alla Salute sul marketing e la comunicazione generalista.

O almeno è la speranza che emerge, riscontrando tante voci nel settore. Per farcene una idea puntuale, abbiamo ascoltato autorevoli voci tra la domanda e l’offerta di fitness, wellness, coaching e training che dir si voglia. E alcune tendenze appaiono chiare. E fotografate anche da un provvedimento di AGCM del 2025 che ha comminato una multa di 3 milioni di euro alla Virgin per pratiche contrarie alla buona informazione e concorrenza sul mercato. Pratiche condivise e ancora messe in atto anche dal gruppo francese Fitness Park che a sentire i commenti di tanti avventori fotografano un ginepraio di clausole che limitano i diritti dei consumatori, creando vincoli economici difficili pure da sciogliere: in particolare rinnovi automatici, mille ostacoli alle disdette, dinieghi nei recessi, aumenti unilaterali di tariffe e costi nascosti di ogni tipo. A leggere i commenti on line vengono i brividi.

“Spiace constatare che il ‘grande marchio’ sul mercato sinonimo di erogazione di prodotti-servizi studiati, standardizzati e garantiti al cliente, che assicurano performance alte e continue, in questo settore del bellessere finiscano più per ingabbiare iscritti che liberare energie”, dichiara Massimo Lucidi, giornalista internazionale e Presidente della Fondazione E-novation che il 16 settembre con l’evento “Bellessere Fair-play” lancia al Coni a Roma un appello dedicato a far parlare questi mondi Sport e Imprese facendo leva sui Valori e le Best Practices di ciascun campo. Bellessere & Fairplay da venti anni alimenta dibattito tra medici e trainer, imprese e professionisti per capire le dinamiche del settore anche partecipando al Fibo di Colonia.

E quale modello si potrebbe affermare? “Quello dove vince passione e rapporto diretto vero non solo on line ma anche in presenza con incontri periodici di gruppo e motivazionali”, spiega il trainer Riccardo Giordano Buono, atleta Hyrox e personal al centro di Milano, spesso visto con la Fondazione ai Festival di Sanremo e di Venezia ad allenare VIP e personaggi famosi. Ma l’idea di allenamenti personalizzati per pochi clienti individuali, in spazi ridotti e curatissimi, si è sviluppata in tutto il Paese per merito di pionieri, Maestri che in strutture proprie o riprendendo palestre in crisi hanno offerto un nuovo modello di business… anche curando clienti on line. È il caso di Marco Cartoni che con il format MeC a Salò sul Lago di Garda ha offerto servizi di personal esclusivi e di alto livello anche internazionale, con attenzione anche all’antiaging, facendosi apprezzare anche con una nomination al Premio Eccellenza Italiana a Washington DC.

Storie di successo comuni a tanti piccoli e giovani imprenditori, capaci di distinguersi sul mercato grazie alla Passione che diventa centralità del cliente. È il caso del barese Vito Masotti, chiamato spesso a portare la propria energia e competenza anche in strutture fuori dalla Puglia, che rivendica per sé il modello di sviluppo integrale della persona e dell’atleta ossequiando età e genetica ma pure alimentando interessi e passioni per le diverse discipline. “Si vince sul territorio”, dichiara un soddisfatto atleta bresciano e plurilaureato Giorgio Mimini, titolare del centro Personal: “il successo del format sta nelle dimensioni, solo 200 metri quadri e dalla scelta dei trainer formati e motivati con la clientela che ci riconosce per impegno e per la ricerca di risultati che arrivano; perché puntiamo allo stile di vita inducendo le persone a integrare alimentazione e allenamenti e a costruire il proprio percorso di salute”.

E se i piccoli centri crescono e diventano più grandi con centinaia di iscritti seguiti da trainer guidati da un atleta del calibro del romano Riccardo Saraca, siamo allora di fronte a un caso studio: come si possa crescere dando continuità e impegno alla propria passione mettendo sempre il cliente al centro del proprio “ascolto”. Exclusive fitness club è grande per dimensioni e partecipazione di iscritti ma si può considerare di certo ancora una struttura dove si avverte il rapporto diretto con il singolo socio. Un vero club.

A Roma e sul web Riccardo Saraca parla di “ascolto”, raccoglie centinaia di storie e richieste di remise en forme da parte di donne e uomini di mezza età ma anche anziani e di tanti giovani che si avvicinano agli sport e al body building. “La prima cosa che ci tengo a dire”, dichiara Saraca, “è che ci sono tanti operatori professionali sul mercato che si distinguono sul mercato perché sentono come noi la missione sociale, salutista dello sport sia in termini fisici che mentali e non solo di immagine. Voglio citare i colleghi romani di Dapaproject gym, Mega One gym di Ciampino e le Rebel palestre all’Eur. Cosa ci accomuna? Che sul mercato ci siamo ma con l’etica, il fairplay che sono valori fondanti dello sport ma pure dell’impresa”.

Questo bel messaggio inclusivo che leggo da parte dei ragazzi e di Riccardo Saraca, conclude Lucidi, “fa ben sperare che il confronto tra luci e ombre nel settore, porti valore al mercato, sia rendendo l’offerta più aperta e responsabile che la domanda più consapevole e partecipe”.

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