Nella sala convegni della Biblioteca Comunale di Casoria la “Folgore”, in collaborazione con “Airone” e Croce Rossa, ha presentato il progetto Piccoli Volontari crescono, giunto quest’anno alla sua quinta edizione. Ciro D’Agostino, moderatore dell’incontro, ha sottolineato la straordinaria crescita di questa bella iniziativa nel corso degli anni: cinque edizioni fa erano “solo” 20 i bambini partecipanti, oggi il progetto abbraccia 5 istituti, 28 classi e oltre 500 bambini.
Il Presidente dell’Associazione Folgore, Pompilio Alessandro Lido, inaugurando la conferenza, ha ricordato con un sorriso i suoi 20 anni di volontariato e i 9 vissuti alla presidenza della Folgore e ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile il successo di “Piccoli Volontari crescono”. La parola, poi, è passata ad Anna Ricciardi che ha tracciato il quadro didattico del progetto, il cui obiettivo è quello di sviluppare la cultura della Protezione Civile nella scuola primaria attraverso due semplici mosse: formare e informare. I “piccoli Volontari” parteciperanno a delle lezioni interattive e saranno supportati durante il corso dall’opuscolo “La Sicurezza”. A coordinare le attività, chiaramente, anche i volontari che guideranno i piccoli attraverso esperimenti e laboratori didattici. Prima delle esercitazioni pratiche (nello specifico: percorso ad ostacoli, nodo a treccia, barella di emergenza, scala controventa e Anticendio boschivo), i bambini prenderanno parte a sei lezioni teoriche dove gli argomenti trattati saranno le definizioni, la storia della Protezione Civile Nazionale, il ruolo dei Volontari, i Rischi Naturali e i Rischi Antropici. E su un applauditissimo “Fare volontariato significa famiglia”, la giovanissima Dottoressa in Geologia ha passato il testimone a Giambattista Ganzerli, presidente della Croce Rossa nella zona di Napoli Nord. Ganzerli, dopo aver speso delle ottime parole in favore del progetto, ha fatto un po’ il punto sul ruolo del volontariato, raccontando anche degli aneddoti a riguardo. Significativo quello legato al tragico Alluvione di Sarno e Quindici. In un casa ormai distrutta c’era una signora che piangeva per la morte della sua mucca e per il fatto di non poter offrire un caffè ai volontari che la stavano aiutando. A questo punto, allora, Ganzerli ci ha raccontato di averla abbracciata e lei, poco dopo, ha smesso di piangere. Un racconto che, innanzitutto, ha toccato le corde dell’animo dei presenti e che, poi, ha reso evidente il fatto che il soccorso non è solo una questione pratica, ma anche una questione psicologica che colpisce la vittima, ma anche il soccorritore. A tal proposito qualche volontario in sala ha condiviso la sua esperienza in Abruzzo dopo il terremoto, aggiungendo un significativo: “Quando mi dicono che faccio tutto ciò gratis io gli dico che non è vero, perché un “grazie” dalla persona che ho salvato mi ripaga. Salvare una vita umana mi ripaga”. A chiudere il “programma degli interventi” il giovane Domenico Marolda, volontario del Servizio Nazionale Civile, che ha parlato dell’importanza di fare un lavoro di squadra.
Significativa è stata anche la chiusura del moderatore della conferenza, Ciro D’Agostino: “Una conferenza è una semplice chiacchierata, come vedete. Ma è importante la partecipazione delle altre associazioni, non solo perché “sono amico di”. Ma per una questione di crescita personale”.