I ricordi della nostra infanzia ormai spariscono. L’Istituto delle Suore Stigmatine “Anna Lapini” non c’è più. Altri palazzi storici sono scomparsi da tempo. I disastri che si “ammirano” nei due vicoli, uno di fronte all’altro, in via Santa Croce, fanno presagire altro cemento ed altri cantieri. I crolli avvenuti, negli anni scorsi, in via Santa Croce, in via Verre ed in Largo San Mauro avrebbero dovuto mettere in agitazione gli amministratori casoriani.
Passata l’emergenza degli scorsi anni, durante i quali si erano verificati nel centro storico di Casoria il cedimento di più di un edificio fortunatamente senza vittime, l’argomento era finito inevitabilmente nel dimenticatoio, come da desiderio di palazzinari e “finanziarie” interessati a costruire nel centro storico, come è poi realmente accaduto (vedi via San Mauro, via Cavour, via Santa Maria, via San Sebastiano, via Santa Croce ecc.), per la gioia dei “nuovi ricchi” e dei “figli e generi delle vecchie famiglie”.
Questo portale di informazione, www.casoriadue.it, si rivolge alla Commissione Prefettizia perché non si dimentichi il problema.
Il centro storico di Casoria è una zona ad alto rischio crolli e, se finora la buona sorte e la mano dei Santi di Casoria ha voluto che non si piangessero vite umane, non è detto che ciò debba venire perché si ponga, poi, rimedio al problema. L’area a rischio è veramente molto estesa e copre quasi l’intero centro storico; d’altra parte la fatiscenza di molti edifici è visibile a tutti e alcuni di essi sono già da anni disabitati e abbandonati a se stessi.
Per il centro antico di Casoria si configura un grosso pericolo, non solo economico, ma anche umano e culturale.
Umano perché quasi tutti i palazzi sono abitati regolarmente e culturale perché nella stessa area si trovano edifici antichi, di alto valore storico e patrimoniale. Se, per le residenze private, una quota di responsabilità va attribuita ai proprietari degli immobili che non si sono mai occupati dei lavori di consolidamento e manutenzione ordinaria, per tutto il resto, la responsabilità è esclusivamente delle amministrazioni che continuano a rinviare la discussione di problematiche tanto gravi.
La causa principale di quest’emergenza, d’altra parte, risiede direttamente nel sottosuolo che, come per molta parte del territorio napoletano e limitrofo, è in buona parte cavo, svuotato nei secoli del tufo che lo componeva, usato poi per la costruzione degli stessi edifici che ora rischiano di sprofondare.
Al Comune ci dovrebbe essere una indagine sul sottosuolo casoriano, che avrebbe dovuto portare ad una mappatura precisa del territorio e di tutte le sue emergenze e dovrebbe anche individuare tutte le strade che sono maggiormente esposte al rischio crolli. Noi stimoliamo una immediata risposta della Commissione Prefettizia circa i provvedimenti da adottare.