“Lavali col fuoco, oh Vesuvio lavali col fuoco!”.

Così intonavano – se non ancora oggi – sugli spalti del proprio stadio, in maniera non scherzosa sicuramente,  i tifosi bianconeri qualche mese fa, chiedendo al vulcano campano di “pensarci” con la propria lava una volta per tutte. Screzi e odi continui – da ricordare anche le buste di immondizia dell’anno scorso – alimentati anche dagli atteggiamenti alquanto equivoci degli stessi tesserati del club: prima Marchisio che dichiara la sua antipatia per il Napoli, poi il duo Conte – Marotta che inveisce sull’arbitro che non concede loro un rigore perché napoletano. “Cose dell’altro mondo” verrebbe da dire.

Primo marzo duemilatredici: la risposta azzurra.

Sugli spalti della Curva B, i tifosi partenopei dimostrano il loro pensiero, pensiero che fra l’altro anche il capitano azzurro Paolo Cannavaro aveva già espresso in una conferenza stampa. Striscioni biancoazzurri si unisco, formando un disegno inequivocabile reso ancora più spettacolare e maestoso dall’effetto delle torce color rosso. Come d’incanto appaiono proprio il monte

Somma e il Vesuvio, che dalla sua bocca emette luce come se fosse attivo. Sotto un unico striscione: “Terra mia”, come il titolo di quella canzone che Pino Daniele dedicava alla sua città. Di fronte a ciò, sia per la bellezza scenografica che per il senso profondo, non si può far altro che emozionarsi .

 

Questo è lo scenario e il patos che hanno fatto da sfondo per  lo scontro più atteso, quella fra questi eterni rivali che non se le mandano certo a dire e rispondo tono su tono. Un match soprattutto maschio, dove la sfida senza esclusioni di colpi con relativa riappacificazione finale fra Chiellini e Cavani ne è il simbolo. Alla fine, però, le somme si dividono equamente e forse il pareggio è il risultato più giusto, nonostante le aspettative e i desideri sia da un lato che dall’altro erano ben diversi.

Certo non è stato un venerdì sera noioso. Napoli stasera si è mostrata e dimostrato il suo valore, sia a livello agonistico sportivo, dove ha comunque tenuto testa ai primi in classifica, sia come città , facendo sentire la propria  voce attraverso la gente, che ha dimostrato il grande attaccamento, il forte legame, l’amore verso questa terra. Come diceva Pino Daniele: “comm’è bello a la guardà, terra mia terra mia, comm’è bello a la pensà”

Luigi  Ippolito

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