LUNEDI’ 18/04 INIZIATIVA A NAPOLI
“Il ddl 2953/2015 che abolisce i Tribunali per i Minorenni sostituendoli con sezioni specializzate presso i tribunali ordinari, approvato lo scorso 10 marzo alla Camera e ora in discussione al Senato, rischia di generare il caos piu’ assoluto”.
A lanciare l’allarme e’ l’avv. Mario Covelli, presidente della Camera Penale Minorile, che promuove il convegno “Perché No all’abolizione del tribunale per i minorenni”, in programma lunedi’ prossimo 18 aprile (ore 9.30) a Napoli, all’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino.
“Presenteremo le nostre proposte e ci confronteremo con parlamentari, alte cariche della magistratura e dell’avvocatura – spiega il presidente Covelli -. Se passasse il provvedimento al Senato, c’e’ il rischio concreto che gli attuali minorenni possano venir giudicati, quando saranno in la’ con gli anni, da un tribunale ordinario che, gia’ di per se’, e’ sottodimensionato dal punto di vista delle risorse umane e con processi che vanno avanti da decenni. E la beffa, in un territorio difficile come Napoli, terra di baby-gang e microcriminalita’, sarebbe doppia”.
”Partendo dalla terza citta’ d’Italia, vogliamo lanciare una vera e propria campagna nazionale per la difesa di un importante e prezioso presidio di giustizia quale il tribunale per i minorenni”, conclude Covelli.
All’iniziativa, sono previsti gli interventi, tra gli altri, di Maurizio Barruffo, presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli; Maria de Luzenberger, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Ornella Riccio, magistrato di Sorveglianza presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Aldo Cafiero, toga d’oro del foro di Napoli; Domenico Ciruzzi, vicepresidente dell’Unione Camere Penali Italiane; Mario Afeltra, consigliere giudiziario; Armando Rossi, presidente Consiglio Ordine Avvocati di Napoli; Gennaro Torrese, presidente Consiglio Ordine Avvocati di Torre Annunziata; i docenti universitari Giuseppe Riccio, Mariano Menna e Clelia Iasevoli, i parlamentari Michela Rostan, Carlo Sarro, Alfonso Bonafede, Ciro Falanga e Giovanni Palladino, don Tonino Palmese e Patrizio Oliva.