Roma città sommersa

Piove in tutta Italia,

piove in metropolitana!

Al circo massimo ci vado in canoa

e sulla Tuscolana mi aggrappo alla boa!

E Alemanno cosa fa

Dichiara lo stato di calamità.

I tombini son da sturare

Altrimenti qui diventa un mare!

Non è una strofa di una canzone o filastrocca , ma solo un modo carino per sdrammatizzare i danni che il maltempo ha causato in data 20 ottobre nella capitale. In realtà i danni, più che il maltempo, li ha causati la cattiva manutenzione della rete fognaria, il tanto amato e osannato Elephant non ha dato i frutti sperati, o non è stato ancora tolto dal cellophane e dallo scatolo?! Per chi non avesse idea Elephant è un macchinario definito dal sindaco capitolino come uno “spilatombini professionista”, estremamente efficiente. Allora il quesito da porsi è: Lo avete mai usato, o non è così miracoloso?

Fatto sta che sembra assurdo che un acquazzone di circa tre ore faccia in modo che l’acqua in alcune zone arrivi all’interno dei tram, dove la gente è stata

costretta a salire in piedi sui sedili; un uomo ha deciso di usare la canoa per girare al circo massimo, un altro con una piccola barca a vela ha deciso di circumnavigare la tiburtina, e addirittura sul grande raccordo c’è stato qualcuno che ha fatto sci nautico (giuro che non me lo sto inventando, ci sono foto e video a testimoniare), beh qui allora c’è davvero qualcosa che non va. Sicuramente da apprezzare le genialate di questi soggetti, che hanno capito che l’unico modo per riuscire ad uscire di casa quel giovedì nero, è il caso di dire, era con qualcosa di galleggiante.

 

Sdrammatizzare fa sempre bene, il punto però è che sia a Roma, così come a Napoli il giorno successivo c’è scappato il morto! A Roma come si suol dire questo pover’uomo ha fatto la fine del sorcio, rimanendo intrappolato, nel sottoscala dove abitava. Così come la ragazza ventitreenne, che ritirandosi a casa è stata travolta da una colata di fango e detriti. Due persone che certo non potevano immaginare che ad ucciderli sarebbe stato un temporale, o piuttosto sarebbe meglio dire la non curanza. Perché vedete ci sono morti per cui il destino sembra accanirsi e col senno di poi nulla poteva farsi, ma altre, come queste potevano essere evitate, se solo si fosse pensato di più al bene comune, se solo si fosse avuta un po’ più di attenzione. Ma non si vive di se e di ma, di certo è responsabilità delle amministrazioni comunali, questi morti sulla coscienza non se li porta certo il maltempo, ma loro! Se le cose non cambiano, andando incontro all’inverno, quante notizie ancora del genere sentiremo. Mercoledì è previsto un altro temporale, io sono terrorizzata all’idea, e voi?

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