QUANTO E’ SPORCA CASORIA AD AGOSTO

E’ tanto sporca Casoria ad Agosto! E’ indecoroso l’aspetto delle strade della nostra città in questo mese estivo: escrementi di cani ad iosa, cumuli di rifiuti di vario tipo (indumenti, buste e bustine unte, resti di rifiuti organici, cianfrusaglie di legno..) ammucchiati negli angoli dei marciapiedi. E’ uno spettacolo indegno di una comunità civile, e più ci si allontana dal Centro maggiormente è percepibile, nelle zone limitrofe,  lo stato di degrado e di squallore.

L ‘impressione che desta è di un senso desolato di abbandono, di incuria totale.  Ma i Casoriani amano la propria città? E’ una domanda che viene spontaneo porsi mentre si cammina a piedi, evitando deiezioni canine, osservando mobiletti e qualche tv deposti sui marciapiedi, scansando scatoloni contenenti  bucce di angurie e di meloni e piatti di plastica con cibo avariato. Non c’è limite all’inciviltà! Qualche sozzo concittadino ha addirittura, alcuni giorni fa, lasciato uno  scatolone con rifiuti vari proprio al centro della carreggiata di via Nazario Sauro, rischiando anche di causare un incidente stradale perché, per evitarlo, si era costretti ad invadere la corsia opposta.  Per favore, la si smetta di incolpare solo e sempre chi ci amministra. La classe politica non è che lo specchio della società civile.

La verità amara è che non si mostra assolutamente rispetto  e n on si tutela il bene comune: tanto accorti ci si è per la propria casa, da tenere linda e pinta in maniera anche maniacale ( lo stesso dicasi per la propria auto per la quale ci si fa affluire il sangue al cervello per un graffio o una lieve ammaccatura all’”adorata” carrozzeria), tanto indifferenti ci si mostra nei confronti del quartiere di residenza, della strada che si percorre ogni giorno e delle mura cittadine.  Non basta chiedersi, allora, solo dove sono i netturbini, cosa fa l’assessore all’ambiente e che fine abbia fatto il Sindaco o chi ne fa le veci in questo periodo; occorre chiedersi anche: “Dov’è finito il senso civico dei casoriani”? E’ mai possibile che ciò che ingombra i nostri appartamenti debba essere gettato nei luoghi pubblici, considerati indecorose pattumiere?

La qualità della nostra vita non va misurata unicamente su indicatori economici ( reddito, possesso di beni materiali ), ma dipende anche dal senso di soddisfazione e di appagamento psico-fisico  per le dinamiche relazionali che si instaurano con il proprio vicinato e per il fatto di vivere in un contesto ambientale dove vengono rispettate le più elementari norme della convivenza civile. Come si può essere felici, pur tra tanti agi personal e familiari (cospicuo conto in banca, villetta con annesso giardino, lavoro redditizio) se con tanti comportamenti incoscienti, illegali e indecenti, si contribuisce ad abbassare il livello della salute pubblica?  Certo, si dovrà esigere dai nostri amministratori che provvedano al controllo del territorio, migliorandolo, abbellendolo, rendendolo più funzionale alle esigenze sociali della cittadinanza (siamo ancora in attesa dell’apertura di una nuova isola ecologica), ma a condizione che ciascun cittadino faccia la propria parte, perché i beni comuni sono di tutti e, quindi,  anche “MIEI”, ai quali porre attenzione con la stessa cura che riservo ai beni privati.

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