Psicopatologia: connessioni, culture, conflitti”

Si è aperto ieri il 22° Congresso Nazionale della SOPSI – Società Italiana di Psicopatologia – “Progetto Promozione Salute Mentale 20.20.

Povertà, migrazioni, connessioni permanenti: la salute mentale è la sfida che il mondo c’impone

“Entro il 2020 disturbi mentali in aumento, primi fra tutti ansia e depressione”

Il prof. Alberto Siracusano (Sopsi) lancia l’allarme: incremento nei giovani tra i 10 e i 24 anni

Alla cerimonia di inaugurazione Carlo Verdone, Domenico De Masi e il Card. Montenegro

Roma, 21 febbraio 2018 – “I disturbi mentali sono in aumento. Entro il 2020 il numero esploderà soprattutto per quelli di tipo depressivo e ansioso. Gli altri, quelli che sono più cronici, in qualche maniera sono abbastanza stabili. In particolare l’incremento si osserva nei giovani tra i 10 e i 24 anni e negli anziani, categorie sociali in cui ci possono essere importanti cambiamenti di vita”. Queste le parole di Alberto Siracusano, presidente della Società italiana di Psicopatologia, con le quali ha aperto il XXII Congresso Nazionale della SOPSI (www.sopsi.it), dedicato al “Progetto Promozione Salute Mentale 20.20. Psicopatologia: connessioni, culture, conflitti”. Obiettivo: esplorare i diversi modi in cui la psicopatologia e la psichiatria entrano nelle complessità e nelle difficoltà del vivere contemporaneo.

“Prima si riesce ad intervenire prima si possono installare dei meccanismi di cura che consentono di diminuire i sintomi” spiega il prof. Siracusano. Al centro del congresso multidisciplinare – è aperto a psichiatri, neuropsichiatri infantili e psicologi con interessi per la Psicopatologia – che si chiude il 24 febbraio, le disuguaglianze. “Quello delle disuguaglianze – sottolinea Siracusano – è un concetto fondamentale oggi perché significa una diversità ma non una diversità di differenza, bensì una diversità di mancanza di risorse. Tutte le mancanze di risorse, sia quelle economiche sia quelle valoriali, emotive o affettive incidono negativamente, permettendo che i disturbi mentali aumentino e crescano”.

“Un ansiolitico naturale, privo di effetti collaterali”. Così una fan gravemente malata definì tempo fa Carlo Verdone. E con questo affettuoso ricordo l’attore e regista romano ha aperto il suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione. “Ho accolto con piacere l’invito del prof. Siracusano – ha spiegato Verdone – perché in fondo, il mio lavoro in qualche modo potrebbe avere qualche parallelismo con quello che fanno psicanalisti e psichiatri”. A Verdone è stato dedicato un intervento dal titolo Raccontare l’anima a colori in bianco e nero: “L’Italia in bianco e nero degli anni Cinquanta, del dopoguerra, aveva le persone con l’anima più colorata e questo periodo che invece è a colori è in bianco e nero” ha detto il protagonista di Beata follia, pellicola nelle sale in queste settimane. Sul suo rapporto con l’ansia, Verdone ha ricordato “l’ho avuta per anni, ci ho convissuto. Senza ansia la mia vita è più piatta. Un pò mi manca ma nella vita si cambia. Ho sostituito l’ansia con l’attenzione per i miei figli, anche se ormai sono grandi”. E sui social: “Bisogna farne un uso più accurato – raccomanda – i like e i commenti degli haters non significano nulla perché non hanno nessun rapporto con la vita reale”.

E se per il prof. De Masi “nel mondo mai società è stata più complessa, anche numericamente parlando, siamo 8 miliardi persone che vuol dire 8 miliardi di cervelli con tutto il carico di diversità e di nuove emergenze che ne conseguono”, per il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas “dobbiamo ricominciare a creare un mondo più solidale. Tutti dobbiamo fare la nostra parte, operatori sanitari, medici, infermieri, sacerdoti. Al centro di questo mondo deve tornare l’uomo”.

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