PROVE INVALSI: BRAVI GLI STUDENTI DEL NORD, MALE IL SUD (TRA CUI LA CAMPANIA), TRANNE PUGLIA, BASILICATA E ABRUZZO.

I risultati delle prove Invalsi di quest’anno confermano, più o meno, quanto emerso negli esiti degli anni precedenti con le regioni del nord che si attestano ai primi posti.  Permane, dunque, il divario con le regioni del Mezzogiorno, anche se, rispetto agli anni precedenti, gli studenti, specie del primo ciclo,  della Puglia, della Basilicata e dell’Abruzzo hanno fatto registrare significativi miglioramenti sia nelle prove di Italiano che di Matematica, con percentuali pari a quelle della media nazionale.  Complessivamente,”rimane consistente lo svantaggio del Sud, e in parte del Centro, rispetto al Nord per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado in termini percentuali; il divario supera di  12 punti la media per quanto riguarda l’Italiano e gli 11 per la Matematica. In particolare, la distanza tra Nord, Centro e Sud, tranne le eccezioni citate, inizia con la scuola secondaria di primo grado” (ex scuola media ). Scarsi, purtroppo, i risultati conseguiti dagli studenti della Campania, sia nelle prove di Italiano che in quelle di Matematica.

Anche nella nostra Regione è da addebitare prevalentemente agli studenti delle scuole superiori il consistente  tasso di risposte scorrette. L’Italia, dunque, è spaccata in due anche nel livello di istruzione. Qualche esempio? La regione che ha ottenuto il risultato più alto in Matematica è il Veneto, che supera di ben 35 punti la media della Sardegna.

 

Se obiettivo dell’Invalsi è migliorare la qualità dell’istruzione, elevandone il livello in tutta Italia, al fine di ottenere quanto più possibile risultati omogenei, occorre dire che la strada da percorrere è ancora lunga. Occorre che le  scuole “zoppicanti”, che già sono in possesso degli esiti delle prove, avviino immediatamente una riflessione sulle cause delle scarse performance degli studenti, per rivedere le strategie di insegnamento – apprendimento non efficaci e per progettare nuovi percorsi metodologici e didattici, anche avvalendosi di buone pratiche in atto negli Istituti dove le prestazioni sono risultate soddisfacenti. Bisogna, però, anche rilevare che una variabile che incide molto sugli esiti delle prove Invalsi è proprio il contesto sociale  in cui sono ubicate le scuole. E’ chiaro che negli Istituti scolastici situati in zone economicamente e culturalmente depresse, dove è difficile già ottenere la frequenza regolare (in Campania ce ne sono molte), i ragazzi difficilmente potranno ottenere risultati omogenei a quelli che fanno registrare i loro coetanei residenti in quartieri dove il livello culturale, sociale ed economico di provenienza è medio alto, ben seguiti, quindi, anche dai genitori, che subito provvedono ad assicurare lezioni private ai loro figli per il recupero di carenze in alcune o addirittura in tutte le discipline.

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