L’incuria politica e civile dei giorni nostri può devastare Pompei più della celeberrima eruzione del Vesuvio, risalente al 79 d.C. . Sabato 6 novembre, infatti, è crollata la Casa dei Gladiatori a causa di forti infiltrazioni d’acqua. La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore, mettendo in forte imbarazzo il bel paese, suscitando l’ indignazione di cultori e coscienziosi e lasciando tristemente indifferente un elevato numero di persone. A posteriori di ogni tragedia, si afferma che tutto poteva essere prevenuto ed evitato, ma dopo che un sito appartenente al patrimonio mondiale dell’UNESCO è stato impetuosamente danneggiato, bisogna attivarsi concretamente per risolvere la questione. Ora più di cento operai sono attivamente impegnati nei lavori, ma l’Italia resta comunque un paese incapace di riconoscere il prestigio dei beni che possiede e il valore della loro tutela. E mentre chi di dovere continua a minimizzare, vanno perduti per sempre frammenti importanti di antichità, storia, arte, archeologia e viene irrimediabilmente mutilata una parte del nostro passato e dell’intera cultura occidentale.
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