LA POLITICA NON E’ UNA GUERRA

L’editoriale di Nando Troise

Passavo per Piazza Cirillo, domenica scorsa, verso ora di pranzo. Sui marciapiedi volteggiavano i capannelli politici e la piazza era ancora una volta il salotto politico della Città. Un salotto un po’ bruttino, un po’ sporco, un po’ malandato ma tanto non se ne accorgono.

Non se ne accorgono i democrat, figli di quel grande partito che è un incesto tra la DC e il PCI, né se ne accorge Tommaso Casillo, ancora in cerca di una collocazione politica, oppure Nando D’Anna di Sinistra Critica. No, non se né accorgono. “Cronache di Napoli”, il quotidiano di informazione, in mattinata aveva pubblicato nelle pagine dedicate all’Area Nord di Napoli un efficace specchietto: tutte le cifre della paura: “Precari, chi lotta paga”. la rabbia degli abitanti di via Capri: vi è scaricato di tutto, anche lastre di amianto”. In un “fondino”, la bravissima Carmela Marigliano si chiedeva: come reagirà la Città? Come la politica, la società civile, gli imprenditori, i commercianti, soprattutto la gente? In serata, i ragazzi di Fratelli d’Italia, durante i preparativi di Operazione Befana, avrebbero riproposto, con sconvolgente crudezza, la volontà di coinvolgere il Ministro dell’Ambiente e, se è il caso, quello ai Lavori Pubblici, sulla problematica delle aree dismesse, sul loro impatto ambientale e sulle questioni tossiche a loro legate.

Casoriadue (e chi scrive) si rivolge alla Commissione Prefettizia; vista la loro autorità, di Donne dello Stato, per far chiedere alla Montedison tutto l’incartamento riguardante i fusti tossici trovati all’interno della Resia. Nel rispetto delle morti silenziose, quelle senza denunce.

La Città è definita ad “alto rischio”, dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, cioè soggetta a possibili crolli e non solo al centro antico ma anche in via Marconi o in via San Pietro o in via Pietro Casilli ma anche per gravissime malattie. Il quadro derivato dalle indagini delle operazioni EPICA è allarmante. Oltre ai tantissimi casi di tumore si scopre che è una delle Città con una grande percentuale di malattia della tiroide. Le Forze dell’Ordine stanno controllando sia i problemi ambientali che quelli idrogeologici. E’ altissimo l’indice di inquinamento; Casoria è nella zona gialla a livello sismico; ha il centro storico in gravissimo pericolo di crolli; ha segreti di inquinamento tossico non ancora scoperti; ha una alta percentuale di costruzioni abusive; ha una piazza bruttissima.

A tutto ciò si aggiunge una classe politica impelagata nei tantissimi chiacchieratissimi congressi e concentrata solo su alchimie politiche fantasiose e lontana dai problemi reali. Anni fa il mio amico Direttore Enzo Russo mi confidava: “questa non è politica. C’è il coprifuoco amministrativo; la gente normale preferisce restare a casa e non partecipa alla vita politica della Città”.

L’imperfetto modello politico che ha governato, fino a pochi mesi fa, questa Città, nacque nel dicembre del 1998, convalidando l’egemonia di Tommaso Casillo, pensando loro, così, di sconfiggere le Destre. Ed ora? Un processo politico non lo si può analizzare sui fatti di oggi. Bisogna, sempre, partire da lontano.

Con lo scioglimento del Consiglio Comunale lo scenario è apocalittico: una Città spaventata: la maggioranza silenziosa dei cittadini non conosceva la metafora di una guerra intestina tra i partiti del centrosinistra ed al loro interno. La fosca rappresentazione di questo gruppo di persone, votate dalle gente, è soltanto l’epilogo.

Il fenomeno “politica” ha fatto perdere la testa a molti. La Città senza il verde, con un tasso di disoccupazione altissimo, chiede il ritorno alla normalità.

 

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