In vico Gerolomini è posto uno dei teatri più ricchi di Napoli per esperienza, cultura e grande professionalità. E’ il teatro Elicantropo posto nel quartiere di San Lorenzo. E’ un teatro atipico per la struttura esterna ( un cancello in ferro ne delimita l’ingresso) e interna dove alla sala rivestita di stupende foto di scena si aggiunge lo spazio del teatro vero e proprio che ospita una quarantina di posti a sedere. Ma è atipico non solo per questo, ma anche soprattutto per la forza artistica che ne scaturisce, se aggiungiamo che proprio in questi giorni è culla di un nuovo capolavoro del maestro regista Carlo Cerciello.
C’è stata in programmazione infatti fino al 2 dicembre un’esemplare interpretazione del dramma di Bertold Brecht “La Madre”.
Siamo nella Russia d’inizio ‘900, gli operai delle fabbriche sono stremati. Apre la scena a ritmo di strumenti da lavoro facce tramortite, pallide e stanche di uomini e donne pronti a fare la rivoluzione e divenire protagonisti del Movimento operaio russo.
E’ la loro storia. E’ la storia soprattutto di Pelagia Vlassova, la Madre che, sin dall’inizio contraria alle azioni rivoluzionarie del figlio Pavel e dei suoi amici, arriverà a difendere e sostenere le loro idee per amore del figlio.
Pelagia Vlassova, interpretata da una intensa e incisiva Imma Villa, diverrà la voce, la mente e la guida della rivoluzione. E’ una rivoluzione, la sua, guidata soprattutto dall’amore, e proprio in nome di questo che la madre continuerà la propria opera anche dopo l’uccisione del figlio per mano dei soldati dello zar.
La vicenda è coronata dalla presenza di giovani attori che chiudono il quadro artistico con impeccabilità: – il cast vede Antonio Agerola, Cinzia Cordella, Marco di Prima, Annalisa Direttore, Valeria Fralicciardi, Michele Iazzetta, Cecilia Lupoli, Aniello Mallardo, Giulia Musciacco, Marianna Pastore e Massimo Piccolo – cantano, suonano e recitano una vita di fame e miseria con grande onore e dignità.
Si alterna musica e recitazione, con cori che invitano all’impegno politico vivo e concreto ( “il partito è in pericolo, alzati!”).
E’ un testo interpretato in chiave puramente attuale, militante e pungente. E’ il teatro di Cerciello, quello volto all’impegno politico e sociale con l’obbiettivo di scuotere l’opinione pubblica partendo da un testo molto poco conosciuto per la sua portata e quanto mai vicino alla nostra realtà politico-sociale.
Casoria2 è riuscita a strappare qualche domanda alla protagonista del dramma, Imma Villa, la quale con grande disponibilità ha offerto del suo tempo.
Com’è stato il suo approccio con il personaggio di Pelagia Vlassova?
Ogni volta che comincio una nuova avventura artistica, ho sempre paura di non portare a termine il compito che mi è stato affidato, soprattutto se si tratta di personaggi come quello de La Madre di Bertolt Brecht non è facile avvicinarsi a personaggi che hanno grande spessore e quando ho letto il testo de La Madre di Bertolt Brecht, la prima domanda che mi sono fatta è stata:
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Il mio dubbio non era riferito all’età, ma alla “smisurata maturità umana inconsapevole” che Pelagia Vlassova porta dentro di se, ho letto il testo integrale molte volte e ogni volta che ricominciavo da capo, trovavo degli stimoli nuovi e diversi che mi erano sfuggiti nelle letture precedenti, più andavo avanti e più quel personaggio mi portava piano, piano, nella sua storia, facendomi assaporare tutte le sfumature, tutti i suoi sottotesti, tutti i pensieri e senza che io me ne rendessi conto ho cominciato a pensare come lei, ad agire come lei, come quando leggi un grande romanzo e ti identifichi con la protagonista, ecco. A me è successo questo.
Di importanza fondamentale è il rapporto che lei ha con suo figlio Pavel, perché è grazie a lui che comincia ad affacciarsi al mondo della “conoscenza”, all’inizio si espone solo per non coinvolgerlo in azioni politiche, ma pian piano capirà che suo figlio e i suoi compagni cercano di riprendersi la dignità, strappata a loro, da chi decide per loro.
Qual è il suo giudizio sul ruolo de “La Madre”?
Un’eroina inconsapevole della sua forza, della sua determinazione. E’ una donna che non ha studiato, che ha sempre pensato che il padrone, finisce per averla sempre vinta, perché “è il padrone” ed è nella natura delle cose subirne lo sfruttamento. Lei sa da sempre che bisogna fare sacrifici per un pezzetto di pane. Forse non è mai stata ragazza, è nata già grande, perché grandi sono stati i problemi che l’hanno accompagnata nella sua crescita. E’ una vedova, quindi sola, ma con un figlio, unico affetto che le è rimasto e del quale si sente responsabile. Non può fare di più per lui, non ha i mezzi per rendergli un’adolescenza felice, è una donna spaesata, ma sa che essere poveri non significa non essere dignitosi. Quando suo figlio le farà capire che si può cambiare, che si può recuperare la propria dignità anche lavorando in fabbrica per il padrone, si batterà per questo riscatto della “dignità” più di chiunque altro e nessuno potrà più togliergliela. Comincerà lentamente, ma costantemente, la sua scalata alla consapevolezza dei diritti dei lavoratori e non si fermerà più, anche quando le uccideranno il figlio. Questo evento le porterà un grande dolore, certo, ma rafforzerà la sua battaglia e sarà l’unico modo per dare un senso alla scomparsa del figlio, “continuare la lotta fino alla fine dei suoi giorni”.
Riconoscendo lo spessore del suo personaggio, che cosa le ha lasciato Pelagia Vlassova?
L’umanità, la sua grande semplicità, la voglia di voler cambiare e di essere convinta che si può se solo lo si vuole… nel finale del testo, Bertolt Brecht le fa declamare queste parole, che oggi sono davvero importanti e che ognuno di noi dovrebbe imparare a memoria o rammentare più spesso: “Chi è ancora vivo, non dica: mai! L’incrollabile crolla. Ciò che è, non rimane. Quando avranno parlato i dominanti toccherà parlare ai dominati. Da chi dipende se dura l’oppressione? Da noi. Da chi dipende se viene infranta? Sempre da noi. Chi fu abbattuto, si rialzi! Chi è perduto, combatta! I vinti di oggi sono i vincitori di domani e il mai si muta in oggi: oggi stesso!”