INTOLLERANZA AL LATTE

Cresce il numero delle persone che hanno problemi con latte e latticini. Spesso si parla di allergia al latte e di intolleranza al lattosio, confondendo i due concetti. In realtà si tratta di due cose completamente diverse. Mentre l’intolleranza al lattosio è molto più diffusa e si manifesta soprattutto in età adulta, l’allergia al latte è più rara e colpisce soprattutto lattanti e bambini piccoli. Nell’intolleranza siamo in presenza della carenza di un enzima. L’organismo non è in grado di assimilare lo zucchero contenuto nel latte, il lattosio. Per la sua digestione, è necessario infatti un particolare enzima, prodotto normalmente dal nostro organismo e presente nel nostro intestino, chiamato lattasi. Senza lattasi, il lattosio rimane nell’intestino senza essere digerito, richiama acqua e favorisce la proliferazione di

batteri. Sintomi tipici sono un innaturale sensazione di sete, dissenteria e gonfiore addominale. E’ raro che i bambini piccoli soffrano di un’intolleranza al lattosio. 
Nei primi anni di vita il principale responsabile di una reazione negativa al latte è invece costituito da un’allergia alle proteine contenute nel latte, come per esempio la caseina. A differenza dell’intolleranza, nel caso di un’allergia i sintomi compaiono generalmente subito dopo l’assunzione dell’alimento. Oltre a dissenteria e gonfiori addominali, i sintomi tipici sono eczemi cutanei, orticaria, asma, dermatite atipica e, nei casi più gravi, perfino shock anafilattico. Di solito l’allergia scompare spontaneamente dopo i dieci anni di età. 

I sintomi dell’intolleranza al latte nell’adulto
Ci sono diversi gradi di intolleranza al lattosio che vanno da pressoché totale a molto moderata, dipende da caso a caso. In genere comunque da trenta minuti a due ore dall’ingestione di latte o derivati si comincia ad avvertire nausea, senso di gonfiore, crampi, meteorismo, disturbi intestinali e, a volte, il tutto è accompagnato da rash cutanei, e va avanti per ore o addirittura giorni nei casi di intolleranza più acuta. Spesso, anche se l’intolleranza è già presente, i sintomi restano nascosti per anni e si manifestano all’improvviso nell’età adulta

Cosa fare nell’intolleranza al latte ?
Esistono diversi tipi di test per accertarsi se si è intolleranti al lattosio, che prevedono ingestione di lattosio e varie prove biochimiche per verificare la presenza delle scorie della fermentazione dello zucchero. Questi test dovrebbero sempre essere effettuati prima di una diagnosi di intolleranza al lattosio, perchè altre patologie possono dare sintomi analoghi. 
Nel caso il risultato del test sia positivo, il primo passo è eliminare completamente dalla dieta il latte e tutti i derivati.

METODICA ECOLOGICA

 

In presenza di una intolleranza secondaria al lattosio il primo approccio è quello di consumare latte e latticini in piccole quantità, per poi aumentarle progressivamente in modo da stimolare la produzione di lattasi.

Per consentire l’utilizzo di latte anche a tutti coloro che soffrono di intolleranze nei suoi confronti, in commercio sono presenti tipi di latte i in cui il lattosio si trova, per la maggior parte (70-75%), già scisso in glucosio e galattosio. In alternativa, ci si può “accontentare” del latte di soia o di quello ricavato dal riso. Anche lo yogurt, grazie alla fermentazione del lattosio operata dai fermenti che contiene, è generalmente ben tollerato.

Dr. Matonti

Share This Post