Intervista a Fabrizio Fratus: “Il sostegno a distanza puo’ salvare i bambini, strappandoli a malnutrizione e violenza”

“La nostra associazione e’ una delle poche verificate dall’Istituto Italiano della Donazione”

Associazione attiva dal 1988 sul sostegno a distanza e sui progetti di cooperazione internazionale, Reach Italia è una delle poche ong verificate dall’Istituto Italiano della Donazione. Tante le attività sviluppate avendo sempre la trasparenza come cavallo di battaglia, per saperne di più abbiamo intervistato il responsabile della comunicazione Fabrizio Fratus.

 

 

Di cosa si occupa Reach Italia?

“Il nome di stampo internazionale significa rendere un effettivo aiuto ai bambini. La nostra associazione si occupa di operare a livello sociale in Italia e all’estero, siamo attivi dal 1988, quindi da ventisette anni. Lavoriamo sul vero sostegno a distanza, che può salvare la vita dei bambini senza strapparli dai loro contesti. Dove non si riesce ad aiutare i più piccoli, ci sono persone che li educano alla violenza, quindi, il sostegno a distanza è anche un deterrente per il fondamentalismo e il terrorismo”

Fate della trasparenza un vostro cavallo di battaglia. Perché un sostenitore dovrebbe avere fiducia in Reach Italia?

“E’ una domanda giustissima, sul nostro materiale informativo c’è il logo dell’Istituto Italiano della Donazione. Siamo una delle 70 associazioni su 220 che si fa verificare dall’IId, la maggior parte delle onlus non hanno quest’elemento di garanzia per i sostenitori. Noi, inoltre, poi spingiamo per la reciprocità, cerchiamo di fare in modo che si costruisca un rapporto tra il sostenitore e il bambino che viene letteralmente salvato perché va a scuola, mangia almeno una volta al giorno e ha le cure mediche di base. Inoltre noi lavoriamo solo con le comunità locali, non importiamo la nostra cultura”

Lavorate in paesi in condizioni veramente difficili, ci racconti brevemente come evolve la situazione delle realtà che aiutate ogni giorno?

“Le condizioni sociali sono sicuramente difficili, perciò il nostro impegno e il sostegno a distanza sono veramente fondamentali. Racconto sempre con orgoglio che siamo una delle poche realtà ad essere presenti in Congo, dove siamo un punto di riferimento anche per il Programma dell’Alimentazione mondiale che, non avendo rapporti stabili in quel Paese, chiede a Reach Italia di distribuire il cibo. Il nostro apporto è fondamentale, molti bambini non aiutati sono avvicinati dai violenti che li fanno diventare dei soldati”

Oltre al sostegno a distanza, quali sono gli altri progetti che magari i più poveri potrebbero aiutare?

“Non operiamo solo nei paesi più poveri del mondo ma anche in Italia con le nostre sedi. Sviluppiamo dei progetti concreti, per esempio qualche anno fa abbiamo lanciato il progetto “L’Aquila chiama Haiti” ed abbiamo chiesto all’industria dolciaria di produrre le uova che abbiamo venduto e i fondi raccolti sono stati devoluti alla popolazione di Haiti afflitta dal terremoto. Un altro servizio molto importante è il “Giocoscuola”, che con il supporto di figure professionali importanti, aiuta i bambini nei processi educativi. Un’esperienza che consiglio poi a tutti sono i viaggi solidali, si può unire la vacanza e l’emozionante rapporto con i bambini delle zone più povere del mondo che trasmettono tanto perché nonostante le condizioni difficili gioiscono e giocano. Ci sono tanti modi per fare solidarietà, per esempio noi in ufficio, quando prendiamo il caffè, diamo un contributo per mantenere il sostegno di due bambini”

Oltre all’assistenza scolastica, una delle principali priorità del vostro intervento è rappresentata dalle cure mediche. Che lavoro fate in tal senso?

“La principale problematica da affrontare è la malnutrizione, se non interveniamo per questi bambini avremo delle conseguenze. Garantire un’alimentazione corretta è il primo passo per tutelare la salute dei più piccoli nei paesi più poveri del mondo”

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