Maddaloni: splendida giornata all’insegna dell’arte e della cultura, organizzata dalla poetessa Giovanna Santangelo
Un evento di alto valore culturale, sociale e artistico, “Voci Tammorre e Torre”, si è svolto a Maddaloni il 12 settembre scorso, promosso dall’associazione “Ars Vivendi APS” – Università Della Poesia -. Artefice della magnifica manifestazione, patrocinata dal Comune, è stata la poetessa Giovanna Santangelo, in collaborazione con varie associazioni locali, attivamente impegnate nella valorizzazione delle bellezze artistiche del territorio; vi hanno anche aderito il Liceo Pedagogico “Don Gnocchi” nella persona della Dirigente Annamaria Lettieri, insieme ai prof. Antonio Capuano e Rosanna De Lucia, e l’ IC “Franco Imposimato” rappresentato dalla Dirigente Annalisa Lombardi, dalla coordinatrice docente Rosanna Leonetti e dal prof. Pietro Sivo. I partecipanti hanno compiuto, in mattinata e nel pomeriggio, un interessante percorso della memoria storica della comunità maddalonese alla riscoperta di uno stile di vita più genuino, fatto di cose semplici, di sentimenti immediati, di inventiva, di soluzioni creative. Ciò ha costituito anche un forte richiamo, nel tempo dell’oblio storico, a non smarrire l’’identità necessaria per elaborare un presente conforme ai valori della tradizione al fine di recuperare il senso di un umano sentire, consapevoli di far parte di una storia comune che sprona ad amare e ad avere cura e rispetto del proprio territorio.
Utilissima, a tal fine, la visita ai siti culturali e artistici avvenuta nelle ore antimeridiane: il Maestro Barchetta ci ha ospitato nella chiesa di S. Maria De Commendatis e nella congrega di S. Giovanni Battista, di cui la dott.ssa Rosanna Di Stora, esperta di Storia dell’Arte, ci ha fornito preziose informazioni storiche. In breve: la più antica chiesa di Maddaloni fu ristrutturata nel 1639, prima che fosse fondato, nel 1660, un convento; altri restauri e abbellimenti si ebbero all’atto dell’affidamento del convento alle Domenicane (1719) e nel 1860. Nel 1718 la chiesetta fu assegnata ai confratelli della congrega di Santa Maria de’ Commendatis. La congrega di San Giovanni Battista risale, invece, ai primi anni del ‘500. Dalla Platea Magna del 1770 risulta che esisteva già nel 1505 presso la chiesa di S. Francesco d’Assisi. L’attuale chiesa della Congrega fu ultimata nel 1757 (data che era sul pavimento originario, ora rimosso). La cripta ipogea, composta da tre stanze, fu completata invece prima; apparteneva a famiglie ricche nella quale seppellivano i loro familiari. La prima sepoltura avvenne nel 1728. La dott.ssa Di Stora ha fornito notizie sulla procedura della scolatura dei corpi prima del seppellimento; inoltre, ha evidenziato che la cupola della congrega è situata al centro del tempio per dare l’idea della magnificenza in altezza, per compensare la piccola dimensione della lunghezza. Custodisce una preziosa Pala d’Altare in tavola lignea del Battesimo di Gesù di Orazio De Carluccio del 1611, restaurata dal Maestro Aldo Guida grazie anche al contributo dell’ associazione culturale musicale Aniello Barchetta.
Nel Museo Civico di Maddaloni, di cui è Direttore Daniele Napolitano, abbiamo assistito, poi, tramite un video, alla mostra fotografica dell’artista Mina Fiore: volti in primo piano e donne e uomini maddalonesi di varie fasce d’età, ritratti nella loro quotidianità, ricchezza di un’umanità che nel silenzio, nel dolore, nelle piccole gioie, fatiche e fragilità rendono nell’ordinarietà del vivere la loro straordinarietà, attraversando i sentieri della vita con pazienza, tenacia, speranza e voglia di ricominciare pur nelle avversità. Meritevole di elogio e di apprezzamento questa scelta della fotografa Fiore perché ha reso importanti e meritevoli di visibilità non persone famose (attori, attrici, calciatori, cantanti …), ma gente comune che nel nascondimento, con umiltà restituisce alla vita il vero valore, un significato alto. Sono rimasto, in particolare, colpito da una foto “poetica” che ritrae una mamma seduta con il proprio figlioletto di pochi mesi in braccio, mentre lo guarda con profonda tenerezza davanti a una struttura abitativa diroccata, in disfacimento. La foto è intitolata “ODE ALLA VITA”. Il motivo è sintetizzato in una significativa frase: “Perché la vita ricomincia sempre da una donna che tiene in braccio il futuro, davanti a qualcosa che sembrava finito”. Uno straordinario messaggio iconico che vale molto di più di tanti convegni, relazioni e articoli sull’urgenza di contrastare la denatalità, soprattutto in Italia, dove tantissime culle sono vuote.
Altra esperienza, di forte valenza umana e sociale, gli aderenti all’Evento hanno vissuto nel momento conviviale del pranzo nel borgo medioevale dei Formali, ospitati amorevolmente dalla signora Clementina, la quale, coadiuvata da amiche simpaticissime, ha preparato squisite portate: dai genuini antipasti (pizze varie, gateau di patate … ) alla saporitissima lasagna fino a deliziose torte preparate in casa; il tutto accompagnato con varie bevande; dulcis in fundo l’immancabile caffè. A tavola si è conversato amichevolmente, in una relazione amicale e cordiale che ha allietato il cuore, oltre a soddisfare i palati.
Nel pomeriggio, si è dato ampio spazio alla danza (bravissime la ragazzine Gioia Formicola, Sofia e Alessia nella tarantella ), alla poesia (con le declamazioni di Domenico Truocchio, Marianna Cossentino, Assunta Longobardi, Cinzia Rota, Vincenzo Vinci Accardo, Maria Carangelo, Lino Adanti Letizia, Michele La Montagna, Valentina Sagnelli, Papa Giuseppina , Anna Tagliaferro e Nancy Loved Amato, Audi Maria Addolorata e lo scrivente ) e ad un’esibizione teatrale curata dal giovanissimo attore Michele Loffredo – anche scenografo e regista in erba – il quale ha ottimamente interpretato alcune parti da lui condensate con abilità, tratte dalla commedia “Napoli milionaria” Tali forme d’arte mostrate nella piazzetta del borgo hanno arricchito la mente e illuminato lo spirito con la bellezza che scalda i cuori. In serata due ciliegine sulla torta: l’esposizione lungo le stradine dei “Formali degli antichi mestieri: il fabbro, Michele Affinito , il maniscalco, l’impagliasedie, Maria Mastropietro ( Concetta d’Albenzio) la materassaia, Barletta Rosa, la sarta, Vinciguerra Rosa , la pittrice Rosa de Rosa . Infine la suggestiva visita alla grotta. “I sacrifici”, ha dichiarato Giovanna Santangelo al termine della splendida giornata “il tempo dedicato e le notti insonni passate a incastrare ogni singolo tassello nel posto giusto oggi sono stati ripagati dal calore di tutti”, ringraziando anche le figlie Vincenza, Luisa e Marika Ventrone per il loro sostegno, l’amica Marianna Iorio e Gennaro Cioffi per il concreto aiuto, il Maestro Domenico Carfora, d’Aiello Domenico, curatore degli impianti stereofonici, Rosa Vinciguerra, Anna Mendoza , Franca Merola e Anna Cioffi. ” . Un grazie di cuore, infine a Marco Lombardi, Mariella e Vito Lombardi e agli abitanti del borgo, che hanno aperto le porte, messo a disposizione i propri spazi e offerto una collaborazione meravigliosa: Nunziatina, Antonella, Antonella Russo, Lina, Rita e Antonietta, Bettina e Matteo, Salvatore e Luciana, la famiglia Castagna, Maria de Lucia, Alfredo Borbone e gli amici Aniello Amoroso e Andrea Russo per la loro preziosa collaborazione. A tutti, in particolare alla ideatrice e organizzatrice della Manifestazione, questo pensiero di Papa Francesco: “Il mondo ha bisogno di artisti profetici, di intellettuali coraggiosi, di creatori di cultura. Lasciatevi guidare dal Vangelo delle Beatitudini, e la vostra arte sia annuncio di un mondo nuovo. La vostra poesia ce lo faccia vedere! Non smettete mai di cercare, di interrogare, di rischiare. Perché la vera arte non è mai comoda, offre la pace dell’inquietudine. E ricordate: la speranza non è un’illusione; la bellezza non è un’utopia; il vostro dono non è un caso, è una chiamata. Rispondete con generosità, con passione, con amore”
Antonio Botta