Il consiglio delle beffe

Rieccomi a voi, amici lettori. Torno da un lungo giro per la Campania. Qualcuno deve avere detto di me peste e corna perché mi sono dovuto assentare e non ho potuto raccontarvi quel che è successo nel dibattito preconsiliare organizzato, come al solito, alla grande, dall’eccelso diplomatico di Casillo, Pasquale Faraone. C’era tantissima gente al primo piano del Palazzo di Città, un luogo che ospitava questa grande sfilata dei simpatizzanti dell’ex senatore.

 

Stanze ovattate, non certo eleganti, poster politici ed un salone che farebbe la gioia di qualche senza tetto: potrebbero impiantarci casa e stare larghi. Questa volta, un pizzico di populismo in più: erano tantissimi i partecipanti a questa riunione di direttivo trasversale. Ve lo confesso, amici lettori, mi sembrava di stare nel Paese delle fiabe.

Casoria sarà in crisi e l’Azienda Comune non tira più come prima, vivaddio, i simpatizzanti del Senatore le cose le fanno con ricchezza ed eleganza.

Non vi dico, poi, del colpo di scena quando, con un gesto da teatro, è arrivato Casillo, ex Senatore della Repubblica Italiana. Per poco in molti non svenivano. Casillo si è seduto al tavolo d’onore come Gesù nell’Ultima Cena ed accanto aveva Marro e Tignola, più in là Monaco e Cerbone e le new entry Massimo Iodice, Nando Mosca e Raffaele Bene. Non vi dico Andrea Capano, che era ad un tavolo vicino: si è precipitato emozionato, dal suo leader, non si sa mai; Capano non è stato il solo a profondersi in omaggi.

Casillo, a un certo punto, colmo dell’ironia, si è alzato per rendere omaggio, pensate un po’ a Graziuso, con il quale cerca di recuperare un antico rapporto, trattenendosi a parlare con lui ed il veterinario Verre, che ha dovuto fare buon viso e sfornare il sorriso di circostanza che non gli è venuto bene.

Dal Notaio, qualche giorno dopo le dimissioni che hanno mandato a casa il Sindaco Carfora, le battute cattive si sono sprecate. “L’esperienza è finita, poi racconteremo”, diceva tra il pubblico Enzo Carfora acido verso il nemico Casillo. “Se dovesse essere lui il candidato della coalizione di centro sinistra faccio nascere a Casoria un partito alternativo”. E’ cambiato Del Prete, invece, “Satrapo” gridò a Casillo qualche anno fa, accusandolo di fare politica alla bulgara, cioè piramidale. O è cambiato Casillo o Del Prete.

Mia impressione, non convalidata, è che, oggi, tutto tace, non certo perché la politica sconfitta si è rintanata nelle loro sedi ma per i tanti cantieri edilizi apertisi nella Città.

Altra curiosità di serata: Casillo sta pensando di preparare la successione a Casillo. “Mi voglio dedicare all’importante ruolo di consigliere regionale e, d’altronde, in un governo amico”.

Casillo ha affermato che lui a rompere con il Pd non ci pensa, ma i suoi fedeli giurano il contrario. Sono trentadue anni che non viene eletto un Sindaco della stessa estradizione politica di Tommaso Casillo. Non vi dico dei sorrisi tra il gruppo Arpino e quello dei sostenitori di Casillo. La Santa Alleanza è stata benedetta da Casillo che ha salutato Rapullino, ha sorriso a Colurcio. Funziona, ancora funziona, e grazie allo sviluppo economico della Frazione, in nome della politica, l’asse Arpino – Casillo e gli altri sono costretti a trattare.

Sempre più tesi i rapporti tra il gruppo consiliare Pd e Casillo. Accusano Casillo di gestire male i problemi, tra i tanti la sempre e solita Casoria Ambiente.

Visto in gran forma Pasquale Pugliese. Accusa di deficit di comunicazione il suo partito, Forza Italia. Propone di creare una coalizione di giovani. Un gruppo di gente nuova. Ovviamente politico.

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