Fratelli d’Italia: “Dissesto idrogeologico, l’amministrazione Bene scappa dalle proprie responsabilità”

La pubblicazione dell’ordinanza sindacale sul dissesto del territorio lascia a dir poco perplessi. In pratica, il sindaco si lava le mani e scarica le responsabilità del monitoraggio e della cura del sottosuolo ai privati, e segnatamente quelli che vivono negli edifici “sospesi” sulle 84 cavità del centro storico, censite nel PUC.

Questa fuga dalle responsabilità è vergognosa. In primo luogo, l’ordinanza stessa sembra mostrare profili di illegittimità. Provvedimenti amministrativi del genere, infatti, devono essere puntuali e concreti; in altri termini, cioè, devono indicare con precisione i destinatari degli obblighi. In questo caso, i soggetti obbligati non sono specificati, e non è assolutamente detto che siano consapevoli di essere “sospesi su un abisso”.

È vero: l’art. 840 del Codice civile obbliga i proprietari alla manutenzione del sottosuolo; ma in questo caso i confini di questo obbligo non sono facilmente definibili. Su ciascuna delle 84 cavità citate, infatti, proprietà private diverse e aree pubbliche: come potrebbero i proprietari autonomamente definire la misura degli interventi richiesti dal sindaco? Inoltre, come si potrebbe pensare di raccogliere dati uniformi, in maniera da poter reagire adeguatamente il rischio e la crisi, se ciascuno si regolasse individualmente? Inoltre, le operazioni di monitoraggio geologico sono decisamente costose: non tutti i privati possono fare fronte a un impegno di tale portata.

Operazioni del genere andavano innanzitutto pianificate da anni, coinvolgendo il privato, ma guidando il processo e garantendo la maggior parte delle risorse.

Questa ordinanza, che a nostro avviso va immediatamente ritirata, rappresenta la resa di questa classe politica, che è chiaramente responsabile dell’emergenza attuale, ma non è in grado di affrontarla con la dovuta serietà. Bene e i suoi sodali stacchino rapidamente la spina, prima che la loro inettitudine si riveli ancora più nociva!

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