FINAZ from BANDABARDO’ in ” Guitar Solo Tour” sabato 10 Novembre alla Galleria19

Guitar solo, ovvero Finaz solo con la sua chitarra. Finaz (al secolo Alessandro Finazzo, chitarrista, compositore e cofondatore della Bandabardò) è qui al suo esordio discografico da solista e il titolo dall’apparenza così semplice del suo primo lavoro racchiude tantissime caratteristiche del progetto e della sua genesi: solo con la sua chitarra acustica, ha viaggiato alla ricerca di suggestioni nuove – emotive, sonore, compositive – da poter convogliare nel disco. Molti dei pezzi sono nati dunque a New York e traccia di questo passaggio è nei titoli in inglese, ma soprattutto in 51st Street: non è un caso se questo è uno dei brani più ispirati dell’album: è seduto sul divano di una casetta sulla cinquantunesima che Finaz ha composto gran parte delle canzoni di Guitar solo e a quella stanzetta, a quello sguardo attraverso la finestra, alle luci infinite di midtown e all’ ineguagliabile intreccio di suoni e colori che ha dedicato questa canzone.

 

 

Immagini e momenti vissuti nella Grande Mela ritornano in altre due tracce dell’album: Cornerstone e A sunny Day on the Highline. Cornerstone è il primo pezzo composto, è quindi la pietra angolare che sostiene la costruzione del disco, ma è anche il nome di uno dei pochi pub di New York nei quali è permesso fumare: davvero un sollievo per il Finaz fumatore scoprirne l’esistenza! A sunny Day on the Highline ripropone le sensazioni vissute appunto durante una giornata di sole trascorsa sull’Highline, un camminamento sull’Hudson tra grattacieli e fiume, chaise-lounge e joggers, luci e clacson.
E la ricerca di una felicità qui ed ora, la capacità di cogliere la Bellezza del presente – profondamente radicata nella filosofia buddhista di Finaz – sono anche in Right here right now e Como el sol, un pezzo che ripropone l’andamento naturale delle giornate: dall’aurora tiepida e ombrosa – che si rispecchia nell’incipit quieto della canzone – allo splendere del sole meridiano – quando il ritmo si fa incalzante -, al suo calare sul finire del giorno – che si riflette nella conclusione crepuscolare del pezzo.
Ma il titolo di Guitar solo si riferisce anche ad un’altra esperienza: per la prima volta da solo in sala incisione, per la prima volta alle prese con pezzi senza testo, Finaz non rinuncia alla ricchezza armonica e ritmica che lo accompagna in una band, né rinuncia all’espressività dei versi cantati ma li persegue e ripropone utilizzando esclusivamente la sua fida chitarra Martin J40. Questo lo porta ad un ‘nuovo corso’, ovvero a una New song in cui la melodia del tema musicale, le armonizzazioni del basso e il ritmo delle percussioni sono riassunti e riproposti dalla sola chitarra.
Questa ricerca sonora assume diverse declinazioni nel disco: dagli ammiccamenti dance di Dancing with the echoes, dove la chitarra gioca con i delay, alle tanti suggestioni sudamericane e tanghere della sensuale Tango o di Malaguena, personale interpretazione della omonima danza flamenca.
In un album denso di virtuosismo chitarristico, non poteva mancare un tributo ad Hendrix, Blue Haze – canzone in cui il ‘porpora’ del titolo hendrixano si stempera nel blu di Finaz. Alla ricchezza sonora del disco contribuiscono anche l’unico pezzo non originale, la languida cover di No Surprises dei Radiohead, la romantica Sweet R. (dedicata alla signora “R.”), la sorprendente Tarantella e la samba di One by one, di un’allegria contagiosa, che si trasmette uno ad uno, da cuore a cuore, da piede a piede.

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