E IL CUORE CANTO’ INTORNO AL FALO’

Con canzoni indimenticabili, giovani della parrocchia “S. Antonio Abate” evangelizzano

Molto emozionante e suggestivo lo spettacolo musicale “Note di fuoco” del 16 gennaio scorso,    nell’ambito della “Settimana di S. Antonio Abate”, Patrono della comunità parrocchiale omonima, guidata e servita dal parroco don Agostino Sciccone.  Sulla scena alcuni giovani, protagonisti dello spettacolo, e due adulti seduti su panchine intorno ad un falò; sullo sfondo, il cielo stellato. L’evento è  iniziato con l’Opera 90 numero 4 di F. Schubert;  in seguito, con il sottofondo musicale di due chitarre, si sono eseguite varie canzoni molto apprezzate dal pubblico (“Fiore di Maggio”, F. Concato; “Emozioni” L. Battisti; “C’era un ragazzo”, Morandi; “L’isola che non c’è”, E. Bennato; “Quanno chiove”, P. Daniele; “Abbracciame”, di A. Sannino, “Ovunque sarai”, Irama; “Amico”, Renato Zero.).

Esse sono state introdotte  da brevi dialoghi di due giovani  che si sono scambiati battute sull’urgenza di non rassegnarsi al male, di non cedere al grigiore dell’indifferenza,  ma di alimentare nel cuore il fuoco dell’amore, senza mai stancarsi di guardare in alto, con motivazioni forti, interessi vasti, sull’esempio di S. Antonio Abate e di tutti i Santi che insegnano a volare, perché sono davanti a noi come più chi di ogni altro sa levarsi in alto oltre le proprie fragilità.

Tutte le canzoni hanno destato commozioni profonde,  in particolare “Abbracciame”, che è stata cantata in piedi da tutti i partecipanti allo spettacolo, uniti in un unico abbraccio. Non ho potuto non evocare, mentre le romantiche note si diffondevano nel salone parrocchiale, alcuni sublimi versi della  meravigliosa poesia di Alda Merini, dal titolo “Tra le tue braccia”.  “C’è  un posto nel mondo/dove il cuore batte forte/dove rimani senza fiato/per quanta emozione provi/dove il tempo si ferma e non hai più l’età;/quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare[…].

La manifestazione è stata  un  chiaro esempio di come si possa annunciare il Vangelo attraverso la “via pulchritudinis” (la via della bellezza), auspicato dal Sinodo diocesano, utilizzando il linguaggio della musica. Ha scritto una mia amica, Monica Cito, giornalista e Assessore al Comune di Brusciano, che da anni lotta contro un tumore: “La vita è adesso. È nel sorriso di chi ami, nel sole che ti scalda la pelle, nel silenzio che ti accoglie quando smetti di lottare contro tutto. La malattia mi ha tolto tanto, ma mi ha anche aperto gli occhi. Mi ha insegnato a riconoscere la bellezza nascosta nelle piccole cose, a non sprecare tempo, a scegliere con cura dove mettere il mio cuore”. L’ultima canzone, “Amico”, ha richiamato personalmente  il pensiero espresso da Monica,  perché è un inno alla forza che l’amicizia può portare  di fronte alle avversità; incoraggia a “mettere il cuore” in quegli amici e amiche che sono rimasti leali nello stare accanto a chi sta affrontando le prove dure  della vita. Non é questo l’annuncio del Vangelo, che ti porta a scaldare il cuore di chi soffre con una vicinanza premurosa?

Nel ringraziare i ragazzi e le ragazze, insieme con i due operatori pastorali adulti, don Agostino ha evidenziato che anche durante le festività natalizie essi, nonostante i vari impegni di studio, hanno  animato le varie funzioni liturgiche. Ecco, allora, gli artefici dello spettacolo: Tastiera: Antonio Parità; Chitarre e voci:  Emanuela Marotta, Martina Falanga e Raffaele Chianese; solo Voci: Biagio Ruggeri, Serena Silvestri, Angela Chianese; Ballo: Alice Agoretti; Presentatori: Vincenzo Donise, Francesca Russo (Monologo)

Dio, allora, vi benedica, ragazzi/e, nel vostro impegno. Possiate tutti volare, con ali di speranza. Osate  nella vita, continuate a formarvi alla scuola del Vangelo di Cristo, mirando alle altezze, alle vette, nel rispetto sacro di ogni persona che è l’arte di chi sa dare a tutti, al di là del colore della pelle, della provenienza, della religione professata,  la sua identità e dignità.   Agite  con mitezza, che “conquista la terra”, come ci insegna Gesù nelle Beatitudini. La mitezza,  non la guerra, (“C’era un ragazzo”) possiede la terra.

Complimenti vivissimi anche alle volontarie della mensa  e a mamme di bambini del catechismo che, dopo lo spettacolo, hanno offerto un ricco buffet, gustosissimo,  con varie pietanze.

Si é grati al fotoreporter Biagio Bencini per la foto

Antonio Botta

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