Dopo 21 anni gli ecoreati entrano finalmente nel Codice penale: eco-giustizia è fatta. Da ora in poi gli ecomafiosi e gli ecocriminali non la faranno più franca: grazie ad una norma come questa sarà possibile colpire con grande efficacia chi fino ad oggi ha inquinato l’ambiente in cui viviamo contando sull’impunità. Il testo approvato individua nuovi tipi di reato, tra i quali l’inquinamento ambientale e il disastro ambientale, il traffico illecito di materiale radioattivo e i reati di impedimento al controllo e omessa bonifica. Questi fino ad ora erano sanzionati con contravvenzioni piuttosto lievi, che spesso, grazie alla bravura di legali, cadevano in prescrizione.
Libera e Legambiente, che hanno condotto una lunga battaglia per l’approvazione della normativa “In nome del popolo inquinato” sottoscritto da altre 23 sigle associative di cittadini, medici, studenti e di categoria, hanno brindato davanti a Palazzo Madama subito dopo il voto favorevole del Senato, che ha approvato senza modifiche e quindi definitivamente il disegno di legge sui delitti ambientali nel Codice penale. Ha espresso la propria profonda soddisfazione per questa attesissima e importante vittoria Don Maurizio Patriciello, che da anni è in prima linea nella lotta contro l’avvelenamento dei nostri territori. Proprio alcuni giorni fa, un altro fatto ha riempito di gioia il cuore del prete di Caivano: in seguito a una missiva inviata al Presidente della Repubblica, nella quale Lo invitava a recarsi a Caivano, ha ricevuto, alcuni giorni fa, la risposta del Capo dello Stato Mattarella, che don Maurizio ha voluto rendere pubblica “per mantenere accesa” come egli ha dichiarato “la speranza nei cuori della mia gente e, soprattutto, dei volontari.”
Ecco il testo sintetizzato: «Caro padre Patriciello, ho ricevuto il suo messaggio e la ringrazio per gli auguri e per l’invito a Caivano. Come lei, che vive in prima linea su questa frontiera, sono convinto che sia urgente “bonificare” le coscienze, combattendo egoismo, disonestà, corruzione e criminalità, tutti fattori che sono alla sua radice. Così come credo che sia necessario fare in modo che questa zona venga liberata dai veleni che seminano malattie e morte tra la popolazione. Le assicuro che terrò in evidenza nella mia agenda il proposito di una visita nella vostra martoriata terra. Nel frattempo continuerò a seguirvi con molta attenzione. Esprimendo la mia vicinanza a lei, ai cittadini e ai volontari che sono impegnati in questa battaglia, le invio i miei più cordiali saluti. Sergio Mattarella».