Casoria: in cammino verso la Pasqua con la psicologa Carla Greco, nella parrocchia S. Antonio Abate
Carla Greco, dott.ssa in Psicologia, coach ad orientamento spirituale – cristiano e autrice del libro “ “Dal dolore alla felicità”, nei 4 incontri svolti nella parrocchia S. Antonio Abate in Casoria, retta e servita da don Agostino Sciccone, ha guidato i partecipanti, nel periodo quaresimale, in un cammino “dal Deserto al Giardino fiorito, accompagnati da alcuni passi del Vangelo con una lettura anche umana e psicologica”.
Preziosi gli input della Dottoressa, perché, anche attraverso uno stile comunicativo di serena familiarità, ha offerto un’opportunità di crescita spirituale, facendo gustare il sapore e il profumo di Cristo, nella consapevolezza che quando Dio torna al centro della nostra vita, diventiamo più liberi, più gioiosi e autentici. Facendo riferimento al passo del Vangelo di Matteo, 1-6. 16 -18, – “State attenti a non praticare la giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli”, ha messo in rilievo che il Signore ci esorta a superare il bisogno umano di approvazione, di riconoscimento, per mirare a quanto veramente conta ed è essenziale nel nostro operare, che è “di sentirci amati da Gesù, che è la Verità da sperimentare per rendere il cuore un giardino fiorito. In che modo sentire l’amore di Dio vicino? Ecco la risposta della dott.ssa Greco: “Con il silenzio fecondo, che si ottiene seguendo le indicazioni dei Padri del deserto: la fuga dal mondo, il tacere e la calma”. Rispetto alla prima, occorre evitare l’esteriorità, il chiasso, i rumori (cellulare, tv …) convergendo lo sguardo verso l’interiorità, per entrare nella “celletta del nostro cuore”. E’ il primo passo per mettersi in relazione con il Divino che abita in noi. Il tacere, secondo passo, non è limitato solo alla parola verbale, ma anche a quella mentale, ossia a tutti i pensieri intrusivi che distraggono e impediscono di sperimentare la quiete interiore, che costituisce il terzo passo. Il silenzio fertile lo abbiamo sperimentato, guidati dalla voce pacata della Psicologa, in un’atmosfera spiritualmente intima, con gli occhi chiusi e in una postura adeguata per entrare in contatto con il cuore.
Significativa la sua sollecitazione a “diventare custodi del cuore” mediante la “vigilanza che aiuta a distinguere cosa farvi entrare e che cosa, al contrario, lasciare fuori”. A tal proposito ha fatto riferimento ad Evagrio Pontico, monaco e maestro spirituale (345 -399), che indicò gli otto “pensieri negativi” – gola, lussuria, ira, invidia, accidia, superbia, tristezza, vanagloria – da evitare con la conversione del cuore mediante “l’allenamento al bene”; ci si allena al bene contraccambiando i predetti pensieri negativi con quelli “positivi, con l’esercizio delle virtù teologali ( fede, speranza e carità) e quelle cardinali ( fortezza, giustizia, prudenza e temperanza). Ciò si traduce in un nuovo modo di pensare e di agire, rinnovando quotidianamente il sì alle sane abitudini, all’amore, alla vita, per passare dal circolo vizioso delle ripetizioni di ciò che è deleterio per la nostra interiorità al circolo virtuoso dei pensieri e delle azioni che la impregnano di divino, rendendoci capaci di risorgere ogni giorno dal buio della disistima di se stessi, della rassegnazione passiva al male. La prudenza, ha rimarcato la dott.ssa Greco, non è paura, non s’identifica con l’indecisione, ma é la virtù di chi usa l’intelligenza, la capacità di discernere con oculatezza per la scelta di illuminare il divino che è in noi; la giustizia consente di dare a ciascuno ciò che gli spetta; non s’identifica con il giudizio sprezzante di se stessi (sentirsi falliti, inetti, incapaci …), ma nemmeno comporta sempre l’autogiustificazione; “rimanere nella Verità ci rende giusti con noi, con gli altri, con Dio”; la fortezza, come ha affermato il biblista Gianfranco Ravasi “é la vera forza della fedeltà nel tempo”, perseguendo con tenacia un sogno, un progetto, pur se costa fatica; la temperanza corrisponde “al dominio di sé, mostrandoci padroni di noi stessi, padroni del nostro cuore, senza lasciarsi trascinare dalle tentazione e dalle emozioni, verso il basso..Ed è così che si dà dignità alla nostra umanità, vivendo da risorti”.
Tale affermazione, con cui si sono conclusi gli incontri della psicologa Carla Greco, ha evocato quanto sostiene lo psicoanalista Massimo Recalcati sulla figura del Maestro di Galilea: “L’Evento del Figlio di Dio che viene nel mondo non si limita ad annunciare la salvezza in un altro mondo, non posticipa la resurrezione della vita al di là di questa vita, ma riguarda l’”ora” che accade adesso , in questa vita. Gesù è un evento che non accade “lassù”, nel cielo metafisico ma “quaggiù” . Sicché la resurrezione è già il nostro tempo; non avviene alla fine della vita ma nel suo corso”, passando, appunto, dal deserto al giardino fiorito.
Antonio Botta