COSA C’E’ DIETRO LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE?

La politica di Nando Troise

I partiti hanno incrociato le gambe, si dice così, e ci siamo dovuti subire la crisi politica, anzi no, la verifica delle convergenze o no, l’azzeramento; lo scioglimento del Consiglio Comunale per le dimissioni di 13 consiglieri comunali su 24: anche la politica si adegua ai tempi….

Scioperano gli uomini radar, scioperano i Medici della Sanità pubblica, lo fanno anche i partiti e vi racconto la storia… Consigli comunali iniziati in ritardo, disagi, pioggia e freddo. Ho visto nascere questa Amministrazione e ne ho seguiti i propositi, all’inizio con simpatia. Stavolta, però, si è toccato il fondo. Lo scioglimento del Consiglio Comunale a molti, pare immotivato, un pretesto. Certo è che sarebbe solo preferibile argomentarlo in maniera meno capziosa e con enunciazioni più chiare.

Quando si argomenta sulla crisi di un quadro politico, è difficile trovare consensi. La gente, che non sa della Giunta Municipale, è portata a fare facile ironia contro questi Consiglieri Comunali che si lamentano. Non è così, ma vallo a far capire. La Giunta Municipale avrebbe dovuto tutelare anche i diritti dei più deboli, cioè di quei cittadini che non sono stati assistiti dalla sorte ed hanno i problemi dei metalmeccanici o degli impiegati di basso reddito. La politica è bella nei suoi aspetti spettacolari, ma dietro ai personaggi celebrati c’è una miriade di sfruttati e di disadattati.

Sin qui ha ragione il nuovo direttivo del PD. Sbagliano, però, quando decidono di non interessarsi dei fatti concreti della Città, cloroformizzati dai problemi sezionali, dimenticando che anche il loro partito per anni ha contribuito a creare il dissesto politico ed amministrativo ed anche quello finanziario. In una democrazia è importante il ruolo dell’opposizione: la denuncia salvaguarda i diritti del popolo.

Polizio si è battuto contro gli ingaggi dei dirigenti di settore a termine, contro gli acquisti di alcuni mezzi di Casoria Ambiente (indimenticabili quelli che acquistarono in Germania ndr). Lo ha fatto blandamente. Se oggi l’Amministrazione Comunale ha conosciuto il crac, la colpa non è soltanto di Vincenzo Carfora o dei dirigenti; lo è anche per l’incapacità di recepire nozioni elementari di economia. Polizio è acerrimo nemico di Casillo; Nocera di Polizio; Polizio di Graziuso; Carfora di Casillo e poi: Campania Libera (il nuovo partito di Casillo) contro il PD; alcuni del PD sono per Polizio e l’ex Sindaco, passato all’IDV, no. Lo scioglimento è legato a ragioni profonde e lontane, che vanno molto al di là delle indagini del MEF, delle interrogazioni parlamentari di Pasquale Sollo poi, delle denunce di Polizio e di Michele Bruno: la sfiducia verso l’uomo; la richiesta, inascoltata, di avere voce in capitolo; le continue prese in giro della Giunta. Casillo non ha mai stimato Vincenzo Carfora e lo ha abbattuto. Vi è in giro un voluminoso dossier comprendente le denunce di Polizio (solo sui dirigenti di settore ben 72 pagine; poi Casoria Ambiente ecc.), di altri e di anonimi.

Però….. è troppo facile e semplicistico, attribuire a Casillo la paternità di tutti i mali di Casoria. Dove erano gli altri quando lui decideva? Dove erano gli oppositori? Oggi la soluzione non è facile: lui, e lo sa bene, è circondato di nemici ed il suo parterre è popolato da delatori e da uomini del nuovo regime. Domani, alla Biblioteca Comunale, saranno in tanti a fargli gli auguri; non tutti saranno sinceri. E lo sa.

Casillo ha cercato in tutti i modi di allearsi con il gruppo consiliare del PD e bisogna dargli atto di una notevole verve politica e trasformistica. Ha ammansito i nemici, continua a dare lo zuccherino per avere le loro simpatie; ha dimenticato di guardare in casa propria ed è avversato da tutti i partiti di una ipotetica coalizione di centro sinistra e non ha mai avuto, come in questo momento, tanti nemici all’interno dei suoi “sostenitori”. E lo sa! Per salvarsi ed arrivare alla scadenza elettorale del prossimo giugno, ha bisogno di approntare un progetto nuovo per la Città, che non può annoverare i tanti centri commerciali e le precarie assunzioni o il tantissimo cemento dei cantieri aperti in Città. Dovrà presentarsi, entro giugno, ad un altro dei suoi difficili appuntamenti elettorali, con tanti avversari. Al momento, nonostante sia il vicepresidente del consiglio regionale, è in grandi difficoltà politiche, convinto, lui, di aver conquistato la stima e la simpatia politica del presidente della Regione Vincenzo De Luca e del capogruppo di Campania Libera, il davvero verde, Francesco Emilio Borrelli. Non è con le alleanze e le guerre fratricide che la Città troverà il suo decollo. Il passaggio di un suo modo nuovo di fare politica è necessario, a patto che non ci sia, a giugno, il ballo dei riciclati o la rifondazione di facciata. Servono uomini e programmi seri; non si può più vivacchiare spennando il cittadino o inflazionando le tasse secondo gli ordini dell’autonomia impositiva locale.

 

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