Samuel Beckett ha lasciato la sua eredità artistica in quel di Casoria, adesso non ho più dubbi. Il drammaturgo irlandese, come è ben noto, è il principale esponente del “Teatro dell’assurdo”, un’espressione coniata da Martin Esslin per definire “un’alogica successione di eventi capace di suscitare il sorriso, nonostante il senso tragico del dramma vissuto dai protagonisti”.
Ripercorriamo la vicenda.
Il Casoria Contemporary Art Musem, progetto museale nato nel 2003 e inaugurato nel 2005, ha rilasciato in comodato d’uso al Comune di Casoria, nel 2004, dieci installazioni artistiche da collocare nella Villa Comunale, divenuta grazie a questa splendida occasione “Parco delle sculture”. Tutte le opere sono firmate da importanti artisti nazionali e internazionali, basti pensare a Campitelli, Barisani e Kawakami.
Sembra un po’ l’inizio di Requiem for a Dream, il celebre film diviso in tre parti: estate, autunno e inverno. Durante la prima parte, l’estate, sembra che le cose vadano alla grande: inaugurazione del Parco delle Sculture, inviati della RAI, convegni di grande valenza culturale. Nell’euforia generale, tuttavia, con grandissima lungimiranza, il direttore di CasoriaDue Nando Troise avanza un suggerimento, quello di recintare e proteggere tutte le opere d’arte contemporanea esposte all’interno della Villa Comunale. Un appello caduto nel vuoto.
Così arriviamo alla seconda parte di Requiem for a Dream, quella che nel film prende il nome di “autunno”. Le cose si complicano, le amministrazioni che si susseguono alla guida della città “dimenticano” il Parco delle Sculture e le opere finiscono in uno stato di degrado e abbandono, come raccontato anche da alcune testate nazionali come “Corriere del Mezzogiorno” e “laRepubblica”.
Ma dato che a Casoria non ci facciamo mancare niente, si arriva alla terza parte di Requiem for a Dream, quella che prende il nome di “inverno” anche in piena estate. Nel film di Darren Aronofsky con Jared Leto non c’è, ma a Casoria per l’ultima parte del film siamo riusciti ad avere anche l’erede del mago Houdini. Perché, come per magia, una delle poche installazioni integre rimaste nel Parco delle Sculture è scomparsa. Giusto per non tradire le caratteristiche del “Teatro dell’Assurdo”, l’opera “scomparsa”, di Kaori Kawakami, si chiama “Rinascita”. Un titolo che si collega anche al finale di Requiem for a Dream, dove i quattro protagonisti chiudono il film in “posizione fetale”, pronti ad una sorta di “Rinascita” in primavera. Arriverà?
Il Dirigente del Settore, Alfonso Setaro, ci ha comunicato che il 17 aprile i vigili urbani hanno segnalato la pericolosità dell’installazione che, quindi, è stata rimossa e trasportata all’ex autoparco N.U. da dove sarebbe, poi, scomparsa lo scorso 10 luglio.
Dal canto suo il direttore del CAM, Antonio Manfredi, attraverso una nota diffusa dall’ufficio stampa del museo, esprime tutto il suo dissenso per non essere stato informato dello spostamento dell’opera dalla villa e ipotizza che l’opera, di circa due tonnellate, sia stata venduta come ferro vecchio, non senza la complicità di qualcuno. Manfredi, poi, lancia la stoccata finale: “Le istituzioni ci ignorano, forse dovremmo pensare di abbandonare Casoria”.
Intanto sono partite le indagini dei carabinieri, vi terremo aggiornati sugli sviluppi della vicenda.