Negli ultimi giorni, il dibattito pubblico in città ha finalmente acceso i riflettori sulla fragilità del sottosuolo casoriano, tema sul quale la nostra comunità militante è impegnata con serietà da anni: i nostri programmi elettorali hanno riservato, sin dal 2016, ampio spazio al dissesto idrogeologico, approfondendo la questione nel corso di diversi incontri pubblici.
“Nel programma di governo redatto in occasione della mia candidatura a sindaco, – dichiara Nicola Mangani, capogruppo Fdi in consiglio comunale, un ampio capitolo era dedicato a questa annosa criticità. Al netto di qualche uscita estemporanea di consiglieri della stessa maggioranza di governo, non sono stati ancora adottati seri provvedimenti”. “Ho provveduto oggi a presentare alla commissione consiliare competente una proposta di mozione per dare nuovamente impulso ad una questione che merita approfondimenti seri”, continua Mangani.
“Sosterremo con una campagna specifica l’iniziativa del nostro capogruppo Nicola Mangani”, afferma Rosario Busco, coordinatore cittadino di Fdi. “Accompagnando come nostra consuetudine il nostro contributo di idee alla necessaria critica politica, nelle prossime settimane saremo in piazza per presentare le nostre proposte per il contrasto al dissesto del territorio. Riteniamo, infatti, che un tema di tale delicatezza non possa restare oggetto del chiacchiericcio strumentale di qualche soggetto politico a caccia di visibilità a buon mercato, ma debba essere affrontato con la serietà e l’attenzione, che questa amministrazione e il centrosinistra casoriano in generale non ha mai riservato ad esso. Basti pensare che la giunta Bene ha chiesto i finanziamenti che il Ministero dell’Interno mette a disposizione su questo tema, per due progetti destinati a via Nazionale delle Puglie e via Calvanese, disinteressandosi delle aree del territorio nelle quali la criticità è più stringente”, conclude Busco.
In allegato, la proposta di mozione.
PIANO DI INTERVENTI PER IL CONTRASTO AL DISSESTO IDROGEOLOGICO DEL TERRITORIO
Premesso che:
- negli ultimi tempi, si è riacceso il dibattito pubblico relativo al dissesto idrogeologico del territorio;
- infatti, gli interventi pubblici di tecnici autorevoli ha evidenziato la fragilità strutturale del sottosuolo di Casoria: particolare attenzione merita la dichiarazione alla stampa del direttore tecnico della Ottogas, ingegner Giuseppe Milone, il quale riferisce di “aver proposto più volte al Comune di effettuare un censimento delle cavità nel sottosuolo casoriano”, al fine poi di “rifare dei sottoservizi in quelle arterie dove c’è la presenza consistente delle cavità” (cfr. Casoriadue dell’11 gennaio 2026, p. 6);
- l’opportunità di una mappatura delle cavità del sottosuolo, peraltro già disposta dalla Provincia di Napoli nel 1998, e non realizzata a Casoria, deriva dai tanti movimenti di natura geologica che hanno interessato la città: smottamenti e apertura di voragini non sono state infrequenti, anche in tempi recenti, con conseguenze negative sulla vita dei cittadini, talora costretti a lasciare le loro abitazioni, e sulla circolazione stradale;
- va detto che le cause di suddetta fragilità affondano le radici nella storia della città, il cui conglomerato urbano è stato costruito cavando il tufo grigio, che costituiva l’ossatura geologica di Casoria;
- la continua estrazione di questa pietra particolare comportava la creazione di numerose cavità sotterranee, che hanno reso il territorio inadatto a sopportare il carico della cementificazione selvaggia degli anni del boom economico e demografico;
- queste vicende interessano parti rilevanti del territorio nazionale, e pertanto le istituzioni sovracomunali hanno implementato programmi specifici per il contrasto al dissesto idrogeologico, facendo ricorso anche a fondi europei;
- ciononostante, il Comune di Casoria non ha mai dato vita a un piano strutturato di interventi, limitandosi a gestire di volta in volta un’emergenza, che solo il caso fortuito non ha avuto risvolti tragici;
- di recente, poi, il Comune di Casoria ha ottenuto dal Ministero dell’Interno il finanziamento di due progetti per la mitigazione del rischio idrogeologico tramite drenaggio urbano: nessuno dei due progetti coinvolge il centro storico che, per i motivi storici di cui sopra, è maggiormente interessato da crolli e smottamenti;
CONSIDERATO CHE:
- lo scenario descritto in premessa solleva legittime preoccupazioni nei cittadini delle zone più interessate,
tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale
IMPEGNA
il Sindaco e la Giunta ad attivarsi per quanto di loro competenza a realizzare un piano integrato di interventi finalizzati alla mitigazione del rischio, accedendo a tutte le opportunità di finanziamento sovracomunale, che prevedano segnatamente:
- la costituzione di un tavolo tecnico, aperto alla rappresentanza dei proprietari degli edifici, che in un modo o in un altro dovranno recepire i provvedimenti amministrativi;
- nell’immediato e sul medio termine, l’avvio un monitoraggio serio della situazione, sfruttando anche la mole di dati che deriverà dalle indagini per i lavori dell’alta velocità, o quelli più empirici, quali i consumi anomali di acqua che potrebbero rivelare delle perdite e delle infiltrazioni pericolose per la tenuta del sottosuolo;
- su tempi più lunghi, il ripensamento di questo sottosuolo così particolare, e ricco di cavità, come “un’altra parte” della città, coinvolgendo i privati nel suo sfruttamento sostenibile, al fine della creazione di spazi comuni, quali parcheggi, depositi, isole ecologiche, locali scavati nella roccia.