BUONA PASQUA: EDITORIALE di Nando Troise

“Buona Pasqua al malaffare, all’illegalità, alle cosche mafiose, alle bande criminali, ai maneggioni ed ai ladroni. Buona Pasqua ai commercianti abusivi, agli alloggi abusivi, ai baristi senza licenza, ai mercatari insolventi” e poi……. : buona Pasqua ai nostri ricordi: all’asilo nel magnifico palazzo delle Suore Stigmatine, in via Cavour, la strada dello zig zag, dedicato ad Anna Lapini, abbattuto per far nascere il solito ed anonimo fabbricato per “civili abitazioni”.
Agli amici di infanzia. Quel palazzo non c’è più! Resistono, per fortuna, il vicolo di Santo Lione, la Cappella del Carmine, il monumento al nostro Santo Ludovico da Casoria.

Buona Pasqua ai precari: Lsu, Lpu, ecc.

Casoria è Città borghese e clericale. Mancano sia le destre che le sinistre. Non c’è né Forza Nuova né Alternativa Sociale né, tantomeno, i disubbidienti, i no global, i movimenti studenteschi. Non c’è più il Movimento Sociale né tantomeno Rifondazione Comunista e neanche Sinistra Critica. Buona Pasqua ai ragazzi di Terranostra occupata. Per il resto è solo una gran marmellata di moderati. Anzi, di una classe, la borghesia, che difende i suoi privilegi spartendosi il pubblico denaro ed un “popolo misero che un nome non ha” che inventa ogni giorno un modo per sopravvivere.

Una Città, Casoria, estranea a se stessa, dove la borghesia, aiutata anche dalla Chiesa, quella Cattolica, ha le redini del potere, esercitato non dai migliori ma dai più avidi e prepotenti: una Città che, per avere troppi problemi, non ne risolve mai nessuno, dove il “problema vero è sempre un altro, che altri dovrebbero risolvere”, dove le regole valgono solo per gli altri.

Casoria è segnata dalla storia della mancanza e debolezza di una classe dirigente e di una classe politica incapace di perseguire il bene comune.

Adesso, è talmente facile demoralizzarsi, specie per chi odia imbroglioni, ladroni, maneggioni, che si ha l’impressione che il perseguimento del bene comune non è più possibile né desiderato.

L’augurio di questa Pasqua è di avere la forza di non desiderare “terre più amiche” o di “fuire, scappare”.

“Buona Pasqua a chi ha ridotto via Santa Croce, la strada dove passavano le intelligenze dei nostri avi, in un ammasso di macerie e di nuovi e brutti fabbricati”.

“Buona Pasqua a chi da anni non va al posto di lavoro”; “Buona Pasqua ai “parolani” del Mercato Ortofrutticolo”; “Buona Pasqua a Casoria Ambiente”;

“Buona Pasqua all’Ospedale di Casoria ed a quello di Frattamaggiore”. Buona Pasqua al Dr. Domenico Maglione, direttore sanitario fino al 1 marzo scorso, per i tanti meriti che gli riconosco nel rendere quella clinica un presidio ospedaliero eccellente.

“Buona Pasqua a tutti i dipendenti del Comune di Casoria, alla Commissione Trattante ed alla “triplice sindacale”.

“Buona Pasqua ai Dirigenti del Comune di Casoria”.

Buona Pasqua agli autoarticolati della Ferriera (ADS).

Buona Pasqua ai Magistrati che indagano sulla Città di Casoria; dall’operazione Queen (dedicata all’Arch. La Regina), alla procura contabile sul danno erariale, all’isola ecologica.

Buona Pasqua al Segretario Generale Dott. Pasquale Monea, che dal 10 aprile ha lasciato Casoria per passare al Comune di Portici.

Buona Pasqua all’Amministrazione Comunale. Buona Pasqua al Sindaco Pasquale Fuccio, alla D.ssa Maria De Rosa, a Fabio Esposito, all’Arch. Pietro D’Anna. Buona Pasqua a Giulio Russo, Marianna Riccardi, Stella Cassettino, Antonio Ricciardi.

L’Amministrazione Comunale ha trovato un Comune in zona fallimento ed ha chiesto a Maria De Rosa, donna di conti e di leggi, di pilotare la salvezza economica di Casoria.

Sei milioni di euro di sentenze passate in giudicato oltre a tanti altri milioni maturati all’interno sia del Consorzio Cimiteriale che di alcuni Settori del Comune di Casoria.

L’Ente Locale, la res publica, il Municipio, il Comune, il polmone finanziario della Città è stato sempre al centro dell’attenzione dei cittadini. Nella gestione della cosa pubblica ci sono profonde radici dove si annidano gli interessi dei cittadini. Questo è il motivo che è simbolo di critiche e contestazioni, causa uno sporco e demagogico gioco politico – sindacale. Intrecci politici e sociologici dimostrano ciò che è più di una posizione. I cittadini, e non solo, scelgono sempre chi vince e quelli dei quartieri più poveri hanno persino dimenticato i rancori di classe: il Sindaco, secondo l’immaginario collettivo, è il benefattore che dovrebbe regalare felicità.

Il Comune, invece, fa soffrire, non piace, non garantisce scenari felici e deve farsi i conti in tasca.

Confusi e delusi, i cittadini contestano. I più dissennati scendono in piazza: la preoccupazione dell’eliminazione del loro posto di precario, quello del controllo delle strisce blu, del trasporto interno e della manutenzione scolastica ed anche dell’assistentato materiale ai disabili. Cori di critiche si sono subito levati. Il nostro ambiente ama queste esercitazioni sul campo.

Sta cambiando il tessuto del Paese, la crisi economica ci angustia, l’incertezza politica preoccupa, i vecchi valori sono stati cancellati o sono in via di revisione. Come facevano a pensare quelli di alcuni mesi fa, quelli che si dimisero in 13 dal Notaio, ad un perenne Eldorado, di crisi appena accennata? Persone che insieme ai propri ruffiani hanno illuso, come in passato, i cittadini.

Continua il gioco della grande illusione. Quante carriere, in un passato così lontano e così recente, sono state costruite con l’aiuto della politica? E quante fortune economiche? Tutte sulle spalle dei cittadini, gli unici sempre presenti al botteghino. Per anni in tanti sono stati educati alla filosofia che tutto è permesso. Ora la realtà è diversa. Ora che gli scandali sono venuti fuori, oggi che monta la rabbia sociale per un Paese ridotto sul lastrico dai ladroni e dai maneggioni, ai cittadini annebbiati dall’oppio della propaganda elettorale di politicanti scadenti e incolti, chiediamo, improvvisamente, di capire il momento, di cambiare filosofia, di scordare tutto quello che per anni hanno visto e sentito. Se non si adeguano e si ribellano, magari non votando “ il padrino politico”, li insultiamo.

La colpa è loro? Dei cittadini?

E’ colpa dei cittadini se non vedono le lamiere in via Brindisi; se non vedono l’amianto in via San Benedetto ed in via Calvanese; se non vedono il furto di rame che spegne l’illuminazione pubblica sulla Circumvallazione Esterna? E’ colpa dei cittadini se comprano case dove devono essere costruiti uffici?

Auguriamo all’Amministrazione Comunale di risolvere i problemi ancora in piedi, non risolti dalle vecchie amministrazioni.

Buona Pasqua!

 

 

Share This Post