Bestie a due “zampe”: lo specchio di una società nichilista.

Spett.le Redazione Casoriadue,
Il giovane di oggi si sente alieno fra i propri simili, incapace di intrattenere un dialogo fra genitori e figli, fra coniugi, fratelli, colleghi, compagni, ne origina il caos psicologico che entrando in conflitto con le forze inibitorie determina la regola del più forte ingenerando di conseguenza un malessere generazionale senza scampo. Il disagio socio, morale e culturale di cui soffre la gioventù d’oggi è più allarmante e complesso di quanto all’apparenza si possa immaginare Il disagio giovanile è un fenomeno assai diffuso nella società moderna. Spesso sfocia in comportamenti gravi e autolesivi come: la violenza individuale o di gruppo, uso di sostanze stupefacenti, alcol, gare spericolate talvolta mortali e altri atteggiamenti che

violano le più elementari norme di comportamento, peraltro puniti dalla legge. I nuovi prototipi scellerati, messi a punto da una sorta di noia collettiva, in un avamposto d’inettitudine e di emarginazione/solitudine psicologica registrano al primo posto: l’atteggiamento di sfida nei confronti della società che li frustra, della famiglia che li trascura e del disfacimento di un tessuto sociale fatto essenzialmente d’inadempienze, di corruzione, di miserie intellettuali,  costruito sulle falde argillose e frananti di una disaffezione ottusa e becera verso i valori reali che non corrispondono più ai secoli passati, ma in émpito rivoluzionario di abbattimento e amoralità si ritrovano a costruire nuovi miti, nuovi soggetti di emulazione: l’impotenza, la rabbia, le incertezze future, la disoccupazione, di una società devastata da squallidi e occasionali mercinomi, modellati al sovvertimento di tutte le categorie comportamentali e razionali, logiche e naturali della specie, intendono accogliere il nuovo modello epocale d’isolamento e di emarginazione in una deformata e ammalata solitudine spirituale, in assenza di valori, di ideali, di significati categoriali autentici si vanno affievolendo sempre di più il contegno, la dignità, la temperanza a favore dell’esibizionismo, della ostentazione, della vanagloria. La frammentazione dei ruoli, il mancato dialogo, l’inculturalismo delle scuole, la cattiva educazione familiare, l’accelerazione dell’ego privatissimo mal si conciliano con la dirittura morale, che viene mandata alle ortiche, a favore di empi e sempre più irriducibili assedi della ragione. Le solitudini, l’isolamento, gli esasperanti deliri delle coscienze malate smarriscono sempre più facilmente le ragioni del bene. A fronte di una filosofia della vita inesistente, di una carente e lacunosa cultura, di un’insipiente quanto devastante noia, il prodotto psichico della loro esistenza diventa refrattario ad ogni concetto di valore: tutto si disgrega e si allontana dinanzi ai loro occhi: non si hanno certezze, manca di prospettive future ogni confronto, tengono in serbo solo tanta rabbia e inquietudine, pertanto, si allineano a reazioni eterodosse di nuove e sempre più difficili rapporti col mondo esterno, predisponendo ogni operato a surrogati di piacere, di profitto, e di interessi abnormi. Il disagio giovanile va combattuto seriamente e certamente non solo attraverso la repressione, ma attivando sul territorio politiche mirate che pongono in primo piano proprio il giovane e i suoi bisogni.
Distinti salutiMauro Curioso

 

Share This Post