BASTA!

Dove erano i criticoni di oggi, i killer della firma dimissionaria, i fustigatori di costumi, quando Vincenzo Carfora vinceva le elezioni? C’erano, tutti festanti, insieme al vate di via San Benedetto, sempre sulla cresta dell’onda, famoso ed inattaccabile. Erano i tempi in cui a Carfora tutto era concesso. Medico, Sperimentatore, Innovatore, Caposcuola. Si sprecavano gli elogi e tutti gli erano attorno, per ascoltare il suo Verbo e circuirlo. Stavano pronti a raccogliere ogni sua provocazione, timorosi, guai a sfidare il Dottore.

Il centro destra era isolato a quei tempi. Massimo Iodice, il candidato Sindaco del centro destra, durante il ballottaggio denunciava una situazione che, malgrado la schiacciante vittoria elettorale, sarebbe inevitabilmente finita male. Attorno il silenzio e cori di disapprovazione. Questo giornale invece lanciava l’allarme delle scelte sbagliate dei primi assessori o delle tre camorre che avvolgono Casoria. Oggi, invece, tutta la maggioranza politica punta il dito contro Carfora e vengono fuori i Maramaldi, i voltagabbana di sempre. Gli sviolinatori di ieri sono i fustigatori più feroci. A volte il nostro mestiere puzza. Vigliacchi, mentitori, dove eravate quando dalle pagine di Casoriadue prima, del Roma poi avvertivamo Carfora e Casillo degli errori e della fine che avrebbero fatto?

Al coro si sono aggiunti persino i violinisti interessati: a giorni vi diremo anche i nomi di pseudo sindaci che si propongono. Al di là delle ironie fuori luogo e delle sponsorizzazioni. L’ultimo sprofondo ha indignato Casoria. Telefonate, fax, mail, interventi vip: il gruppo di Casillo (una volta Api) ed il Pd hanno sommerso di giudizi negativi il Sindaco. I cittadini hanno ragione: della Casoria di via Giolitti, della rotonda al buio da anni di via Boccaccio o delle barriere architettoniche c’è da vergognarsi. E’ il momento di dire basta! Ma come? 13 consiglieri comunali, con superficialità degna del loro trasformismo, hanno ottenuto con le loro dimissioni la testa di Carfora.  Non si sa ancora se questi signori si siano rivolti a Casillo, conoscendone il carattere mutevole e debole dinanzi ai desideri della piazza oppure Casillo, che, si sa, non è un campione di coerenza, abbia chiamato i 13 per accompagnarli dal Notaio e firmare le dimissioni che avrebbero decretato lo scioglimento del Consiglio Comunale.

E’ un modo balordo per affrontare la questione.

Carfora ha cominciato a sbagliare subito. Ha voluto farsi indicare gli assessori dai partiti. Sbagliato. Follia. Il Sindaco deve scegliere gli uomini e metterli in campo nel modo migliore, contribuendo ad amalgamarli sotto l’aspetto umano. Ha reso antipatico il Comune, già non simpatico per via di Casillo al quale assegnò subito Urbanistica e Polizia Municipale. Poi si è isolato dal resto degli Assessori, spesso ignorati ed osteggiati. Un brutto clima, stemperato soltanto dalla grande affermazione elettorale.

Adesso non resta che ricostruire. Tocca alla Commissione Prefettizia.

Share This Post