Ballottaggi e Riforme Elettorali

In vista dei ballottaggi delle amministrative e delle conseguenze che questi potrebbero avere
sulla politica nazionale, nei palazzi della politica si torna a parlare con insistenza di legge elettorale. Ad invocarla a gran voce, per ora, e’ la Lega che punterebbe a modificare il ’porcellum’ eliminando il premio di maggioranza: un ritorno al proporzionale che sarebbe gradito al terzo Polo.
In realta’, in tutti i gruppi parlamentari si starebbe discutendo dei progetti di legge da presentare come ‘bandiera’ al Senato. E’ in questo ramo del Parlamento, infatti, in commissione Affari Costituzionali, che dall’ottobre del 2010 ha preso il via l’esame dei ddl ‘elettorali’ che, ad oggi, assicura il relatore Lucio Malan (Pdl), sono 29.

Il presidente della commissione, Carlo Vizzini, ha invitato da tempo i vari gruppi a indicare i testi sui quali vorrebbero puntare per cambiare ‘il Porcellum’. Ma, al momento, solo il Pdl
ne avrebbe depositato uno ufficialmente come ‘rappresentativo’ delle istanze del centrodestra. Il ddl e’ quello messo a punto dal vicecapogruppo Gaetano Quagliariello che prevede in sostanza
di ridurre i collegi di Camera e Senato; di “riformare, nel rispetto della Costituzione, il premio di maggioranza anche al Senato”; di vietare la possibilita’ di presentarsi come capolista in tutti i collegi a meno che non si tratti del leader del partito.
Anche il Pd ha messo nero su bianco la sua proposta. Ma questa non avrebbe ancora l’imprimatur dei vertici del partito. Caratteristiche fondamentali: si tratterebbe di un sistema uninominale a doppio turno con un recupero proporzionale. Premio di maggioranza che andrebbe deciso al secondo turno. Ritorno del voto di preferenza.
Queste, in estrema sintesi, le altre ipotesi di legge sul tappeto:
RITORNO AL MATTARELLUM – Sono tre i ddl che propongono di tornare al precedente sistema con collegi uninominali. Due sono di Stefano Ceccanti (Pd) e una di Antonello Cabras (Pd).   
VIA IL PREMIO DI MAGGIORANZA – Tutti i testi che vogliono ripristinare il Mattarellum abrogano implicitamente anche il premio di maggioranza. Ma ci sono sei ddl che propongono di
cancellarlo. Uno e’ di Vannino Chiti (Pd), due di Francesco Rutelli (Api), un terzo di Stefano Ceccanti (Pd). Un quarto, di Ferruccio Saro (Pdl) che propone un modello con il 50% di
uninominale e il 50% di maggioritario; e uno che riguarda solo l’elezione dei deputati firmato da Oskar Peterlini (Min.Ling.).
PORCELLUM BIS – Un ddl, prima firma Quagliariello, rafforza il premio di maggioranza, ipotizzando anche per il Senato (come alla Camera) il premio nazionale e lo sbarramento al 5%.
DOPPIO TURNO ‘UNICO’ – La proposta prevede di tornare ai collegi uninominali e da’ la possibilita’ all’elettore di esprimere due voti: una ‘prima’ e una ‘seconda’ scelta. Lo scrutinio della seconda scheda avviene solo se nessun candidato ottiene la maggioranza. Vanno in questo senso una delle cinque proposte di Ceccanti e una di Enrico Musso (Pdl).
PROPOSTE GRILLO E UDI – Nella ‘giungla’ dei ddl ‘elettorali’ due sono di iniziativa popolare (e sono stati i primi a essere incardinati): quello dell’Udi prevede il 50% di donne in lista.
Quello di Grillo vuole l’ineleggibilita’ dei condannati.
SEI I TESTI A CAMERA, SI INSISTE SU PREFERENZE – Quattro delle proposte depositate a Montecitorio prevedono, invece, il ritorno alle preferenze: una e’ di iniziativa popolare, una di
Domenico Zinzi (Udc), una di Carmelo Lo Monte (Mpa) e una dell’attuale ministro dell’Agricoltura Saverio Romano.
Erminio Quartiani (Pd) propone un proporzionale con circoscrizioni provinciali e le primarie per scegliere i candidati. Bruno Tabacci (Udc) si rifa’ al modello ‘tedesco’: sistema proporzionale con sbarramento al 5%.

 

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