AMIANTO A CASORIA

L’’Amministrazione comunale di Casoria, in una città già edificata per oltre il 93% del territorio, si appresta a rilasciare l’ennesima lottizzazione convenzionata.

Questa volta però il sito riguarda la ex TUBI BONNA, area destinata nel passato alla lavorazione di amianto.

Ovunque data l’alta cancerogenicità dell’amianto, per la bonifica dei siti vengono utilizzate tecniche e procedure monitorate e certificate dagli enti pubblici preposti: Comune, ASL, ARPAC.

Solo a Casoria, registriamo che l’amministrazione anziché vigilare in modo puntuale, si limita a fare da

passacarte, senza alcuna verifica sostanziale della bonifica fatta dalla società richiedente.

 

Non possono non sorgere dubbi nel momento in cui ci si accorge che il dirigente all’urbanistica del comune, che ha curato a suo tempo l’istruttoria della lottizzazione,   risulta anche essere il responsabile tecnico dei lavori di  bonifica.

Casoria vanta già un triste primato per l’alta incidenza di malattie tumorali dovuto alla presenza di aree contaminate; il sindaco, primo responsabile della salute dei cittadini, deve farsi carico di mettere in campo tutti gli adempimenti atti alla salvaguardia della salute pubblica.

Il PD ha già presentato sull’argomento una interrogazione al sindaco,  chiedendo che vengano effettuate accurate verifiche sulle bonifiche fatte, prima del rilascio dei permessi a costruire.

Stessa preoccupazione su un’altra grande area dismessa: la ex RHESIA, industria chimica degli anni ’50, vera bomba ecologica, che a detta dell’assessore all’urbanistica Casillo  risulterebbe “opportunamente bonificata ” e pronta ad accogliere la chimerica “Città del Libro”.

Casoria da sempre paga il passaggio da città industriale a città dormitorio, e la mancanza di informazioni ai cittadini dei  problemi ambientali, consente operazioni altrove impensabili.

 

 

IL SEGRETARIO CITTADINO

(dott.Pasquale Amoroso)

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