Brusciano si racconta attraverso le fotografie: un viaggio nella memoria nella settimana dei Gigli

C’è un momento dell’anno in cui Brusciano diventa magica ed è quello della settimana più attesa, quella dei Gigli.  Quando strade, piazze, musica, colori e tradizioni riportano al centro della vita cittadina una storia che affonda le proprie radici nell’Ottocento.

Ed è proprio in questo particolare contesto che assume un significato ancora più profondo l’iniziativa promossa dall’Associazione Brusciano SiCura, presieduta dal dott. Antonio Castaldo, che il 25 agosto alle ore 21:00, in via Semmola 19, di fronte alla Farmacia Cava, propone il “Percorso Fotografico nella Storia e nella Tradizione di Brusciano”.

Un appuntamento pensato per attraversare, attraverso immagini, documenti e testimonianze, la storia della comunità: dalle radici di Bruscianum fino ai giorni nostri.

Guardare una vecchia fotografia significa spesso scoprire molto più di quello che appare a prima vista.

Una piazza può raccontare come è cambiato il paese. Un edificio può mostrare una trasformazione urbanistica. Un gruppo di persone può restituire i volti di una generazione. Un abito può raccontare un’epoca. E una Festa, osservata attraverso le fotografie raccolte negli anni, può diventare una straordinaria chiave di lettura dei cambiamenti della società.

È questo uno degli aspetti più interessanti del percorso proposto da Brusciano SiCura.

E quale soggetto potrebbe essere più significativo, in questo senso, dei Gigli?

La Ballata dei Gigli di Brusciano ha una storia che si intreccia profondamente con quella della città. Le sue origini vengono tradizionalmente collegate al miracolo di Sant’Antonio da Padova del 13 giugno 1875, mentre alcune ricostruzioni storiche collocano la nascita del primo Giglio bruscianese già intorno al 1870. È comunque documentato che la tradizione di Brusciano si sviluppò negli ultimi decenni dell’Ottocento, guardando alla secolare festa di Nola.

Da allora i Gigli sono diventati molto più di una manifestazione religiosa e popolare: sono diventati un vero e proprio rituale collettivo, capace di attraversare le generazioni.

E proprio per questo le fotografie dei Gigli costituiscono un patrimonio prezioso.

Osservando le immagini di una festa di molti decenni fa, infatti, non si vedono soltanto gli obelischi o le persone che li portano. Si vede Brusciano.

Si vedono le strade di allora, le abitazioni, le attività commerciali, le luminarie, i manifesti, le automobili, gli abiti, le acconciature. Si riconoscono famiglie, gruppi di amici, personaggi della comunità. Si possono cogliere i cambiamenti del modo di stare insieme e persino dell’organizzazione stessa della festa.

Una sequenza di fotografie può diventare, così, una sorta di archivio visivo della trasformazione del paese.

C’è poi un altro elemento che rende particolarmente significativo il rapporto tra fotografia e i Gigli: il rituale.

I rituali hanno una caratteristica particolare: si ripetono, ma non sono mai esattamente uguali.

Anno dopo anno tornano gli stessi gesti, gli stessi momenti, le stesse attese. Eppure cambiano le persone, cambiano le generazioni, cambiano le strade e cambia il modo in cui una comunità vive quella tradizione.

La fotografia riesce a fermare proprio questa apparente contraddizione: la continuità della tradizione e, allo stesso tempo, il cambiamento della società.

Una fotografia di un Giglio degli anni passati può quindi essere letta su più livelli. È il ricordo di una festa, ma anche la testimonianza di un’epoca. È un’immagine familiare, ma contemporaneamente un documento storico.

Ed è forse questo il valore più autentico di un percorso fotografico dedicato alla storia di Brusciano.

Il 25 agosto non saranno dunque soltanto le fotografie a parlare.

A dare voce alle immagini saranno anche le testimonianze di chi ha conosciuto direttamente persone, luoghi e tradizioni raccontati nel percorso. Interverranno Dott. Antonio Castaldo, Aniello Tramontano, Felice Braccolino, Stefano De Falco ‘o Pustin, Filippo di Pietrantonio, Pasquale Terracciano, Antonio Cerciello ‘o’ Americano, Ferdinando Di Maiolo, Orazio Di Maio, Pasquale Di Maio, Vincenzo Ruggiero ‘o’ Mulluccon e Gianluigi Di Franco.

Ne nascerà un racconto corale nel quale la storia ufficiale si incontrerà con la memoria personale.

Perché spesso sono proprio i racconti delle persone a dare un significato alle fotografie: “Chi era questa persona?”, “Dove si trovava questo luogo?”, “Com’era quella strada?”, “Perché quel Giglio era fatto in quel modo?”, “Chi erano quei portatori?”

Domande semplici, ma capaci di aprire finestre sulla storia di un’intera comunità.

La scelta di collocare l’iniziativa nei giorni della Festa appare quindi particolarmente significativa.

Mentre Brusciano si prepara a vivere uno dei suoi momenti identitari più importanti, il Percorso Fotografico nella Storia e nella Tradizione di Brusciano invita a fare un passo indietro e a guardare la festa con occhi diversi: non soltanto come qualcosa da vivere nel presente, ma come una tradizione che porta con sé le tracce di chi ci ha preceduto.

Le fotografie diventano memoria. I Gigli diventano un filo che unisce le generazioni. Le testimonianze trasformano le immagini in racconti.

È, in fondo, un viaggio alla ricerca di ciò che cambia e di ciò che invece rimane.

Perché una comunità non è fatta soltanto dai luoghi che abita, ma anche dai ricordi che decide di conservare.

L’appuntamento è per il 25 agosto alle ore 21:00, in via Semmola 19, Brusciano, di fronte alla Farmacia Cava.

Un’occasione per incontrarsi, ascoltare, ricordare e riscoprire, attraverso le immagini, l’anima di Brusciano e la storia di una tradizione che continua a vivere nel presente.

 

 

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