A Casoria esplode il caso della toponomastica decisa senza i cittadini. Con una delibera di Giunta, l’intera Via Mauro Calvanese è stata rinominata Via San Giustino De Jacobis, ma i residenti assicurano di averlo scoperto solo dopo, senza alcuna comunicazione preventiva sul territorio.
Il cambio di denominazione è emerso in modo casuale, tra bollette, posta non recapitata, disallineamenti anagrafici e problemi con le utenze. Una situazione che ha creato difficoltà soprattutto tra anziani, persone con disabilità e soggetti fragili, per i quali la gestione di documenti, indirizzi e comunicazioni con enti pubblici e privati è diventata improvvisamente più complessa.
Una situazione che ha generato disagi concreti, ma soprattutto un diffuso senso di esclusione tra i cittadini. «Il nodo non è il valore simbolico del nuovo nome, ma il metodo seguito» spiegano alcuni residenti. «Una decisione che incide sulla vita quotidiana di un’intera comunità deve nascere dal confronto. La richiesta è chiara: revocare la delibera e tornare alla denominazione storica di Via Mauro Calvanese».
Secondo quanto ricostruito, l’iniziativa che ha portato al cambio toponomastico sarebbe nata da interlocuzioni ristrette, senza una consultazione estesa alla comunità residente lungo l’intero asse viario e senza forme di informazione diretta quali avvisi sul territorio, comunicazioni porta a porta o altre modalità idonee a raggiungere i cittadini.
Il Comune, nelle risposte fornite, ha indicato la pubblicazione all’Albo Pretorio per 15 giorni come procedura sufficiente ad assolvere agli obblighi di pubblicità. Una modalità che però molti residenti giudicano insufficiente e inidonea, considerata la portata degli effetti concreti dell’atto. Una domanda resta sullo sfondo: può una pubblicazione formale e limitata nel tempo sostituire una reale comunicazione con i cittadini direttamente coinvolti?
La risposta dei residenti non si è fatta attendere. Nelle ultime settimane è partita una raccolta firme che ha coinvolto famiglie e titolari di attività commerciali. Il 3 gennaio 2026 si è svolta anche un’assemblea condominiale del Parco dei Pini, un complesso residenziale autonomo composto da circa 60 famiglie che insiste direttamente sulla strada interessata dal provvedimento.
Nel corso dell’assemblea è emersa in modo netto la contrarietà della maggioranza dei partecipanti alla modifica toponomastica. La posizione assunta è stata chiara: chiedere la revoca della Delibera di Giunta Comunale n. 45/2025 e il ritorno alla denominazione storica di Via Mauro Calvanese.
Durante il confronto sono stati evidenziati diversi profili critici, tra cui l’assenza di comunicazioni preventive, la mancanza di un percorso partecipativo e l’impatto pratico ed economico del cambio di nome su residenti e attività.
La posizione è stata quindi formalizzata e trasmessa al Comune attraverso canali ufficiali. I cittadini ribadiscono che la priorità resta la revoca della delibera; ogni eventuale ipotesi alternativa potrà essere valutata solo successivamente e nell’ambito di un confronto pubblico e trasparente.
Sul piano politico sarebbero già in corso interlocuzioni con alcuni consiglieri comunali. Tuttavia, in assenza di risposte concrete, i residenti fanno sapere di essere pronti a tutelare le proprie ragioni anche davanti al TAR.
La vicenda riapre una questione più ampia: fino a che punto le decisioni amministrative possono essere prese senza ascoltare chi ne subisce direttamente gli effetti? A Casoria, intanto, la partita è tutt’altro che chiusa.
Andrea Papaccio Napoletano