I tanti illusi che avevano sperato che la prima repubblica fosse morta e sepolta, con il lento trascorrere del tempo, si stanno svegliando dal loro innaturale sogno. I partiti, sempre più numerosi, dominati dalle figure di secondo piano della prima repubblica, hanno rimesso le mani sulla cosa pubblica, imponendo quelle odiose regole fatte di spartizioni e di regali ai loro fidati seguaci. Il sogno di svolta è durato poco ed i monatti, di un’epoca tragica, sono ritornati ai loro immondi pellegrinaggi su una terra brulicante di tanti morti viventi.
Quello che è peggio è il vedere che il popolo, avvilito ed offeso, sopporta e si rifugia nel non voto, sperando che ingrossando il partito dell’astensione risolva quei guai che lui stesso ha prodotto, dando la primitiva fiducia a tante nullità. Questo avviene in Città e paesi distanti da noi anni luce, siamo i pochi fortunati abitanti di una nazione, che ricerca con affanno la sua identità.
Non mi unirò allo sparuto gruppo dei detrattori di Carfora che lo hanno accusato di mancanza di polso e di progettualità, sempre pronto ad accettare le strategie di Casillo e di altri nascosti nell’ombra. Questi vorrebbero appioppargli la maglia nera della graduatoria dei numerosi Sindaci che si sono succeduti alla guida della Città. Di che si lamentano? Hanno avuto un Sindaco che per farci fare un balzo qualitativo ha nominato dirigenti tutti arrivati da altre Città.
Popolo quando ti incazzi?
Quelli che hanno mandato Carfora a casa potranno sempre dire che conoscevano i suoi limiti e che andranno in pellegrinaggio dal santo protettore degli illusi per chiedere una corposa penitenza.
Eppure Carfora fu votato per rendere migliore questa Città e non certo per dare premi (come lui stesso ha denunciato in conferenza stampa) ai capipopolo dei suoi sponsor politici.