Le settimane politiche sono ormai finite da tanto tempo, anche se i due protagonisti della storia contemporanea della nostra Città, continuano con le conferenze stampa e le accuse a vicenda. Mercoledì 30 ottobre alla Biblioteca Comunale il neo eletto consigliere regionale nonché vicepresidente del Consiglio Regionale ha voluto sgombrare il campo da scandali ed illazioni convocando, dopo Carfora, anche lui una conferenza stampa.
Settimana politica abbastanza importante: gli Assessori “politici” suggeriti al Sindaco dai partiti della coalizione non hanno voluto firmare le dimissioni dal Notaio; Andrea Capano, consigliere comunale eletto non fa parte più dell’UDC ma non ha ancora fatto sapere dove andrà; Salvatore Graziuso ci fa sapere che lui ed il suo gruppo non c’entrano con le dimissioni notarili ed in piena attività cimiteriale terrà i contatti soltanto con il Commissario Prefettizio; Massimo Iodice ci comunica che non è nelle sue intenzioni candidarsi ma se il partito, (è con Pasquale Sommese in NCD), per una logica di crescita politica, glielo dovesse chiedere allora.
E torniamo alla polemica tra i consiglieri comunali dimissionari ed il Sindaco. I consiglieri comunali affermano: “abbiamo firmato le dimissioni perché nessuno di noi è convinto della validità di questo bilancio. In aula consiliare si sarebbe riaperta un’altra crisi, crisi che nessuno di noi ha voluto”.
Dopo qualche giorno questi hanno firmato e si sono dimessi. E’ stato offensivo il Sindaco nella sua conferenza stampa: “i consiglieri comunali che si sono dimessi sono teste di legno, hanno solo ubbidito. Sono molto stanco della vita politica casoriana”.
Dall’altra parte, invece, presenti in sala, coloro che lo hanno osteggiato per tutta la sua esperienza di Sindaco; Michele Bruno di Laboratorio Democratico affermava: “Rifare il Comune? Bisognerebbe licenziare in tronco tutti e dico tutti i Dirigenti di Settore ed i Direttori di Servizio”.
Poi tutta una spiegazione tecnica e politica del rapporto tra il Prefetto, la Prefettura, l’Arma dei Carabinieri e tanti soggetti indicati nelle tantissime interrogazioni dell’ex Deputato Francesco Polizio.
Querele, querele, querele…… Polizio, Pugliese: alla Procura della Repubblica, al Ministero degli Interni, alla Corte dei Conti, alla Camera dei Deputati e al Governatore De Luca: soggetto principale è l’affidamento e la gestione dell’igiene urbana da parte di Casoria Ambiente.
Che peccato! Con la firma davanti al Notaio, Casillo ha dato il benservito a tanti assessori. Ci piace ricordare i due a lui più fedeli, Pasquale Tignola e Luisa Marro.
Il Pd ha contribuito ad agitare le acque. Da anni il gruppo consiliare democrat denuncia l’esistenza di connivenze e di un gruppo trasversale che condiziona la vita amministrativa.
Vita amministrativa che è nella relazione che dovrà pur stilare la Commissione Prefettizia spedita nella nostra Città dal Prefetto di Napoli quando finirà il suo mandato, concludendo accertamenti dopo aver già approvato il bilancio.
Il quadro è buio sia per gli Amministratori che dimessosi davanti al Notaio sono nelle proprie case a preparare e a prepararsi per le prossime amministrative, quelle del 2016 ed anche per quelli che vinceranno le elezioni e dovranno pur governarla questa Città. Perché?
Afragola e Casoria sono legate da vincoli di continuità e contiguità politici, commerciali, imprenditoriali, urbanistici, edilizi, residenziali, abitativi, religiosi. Rapporti che Casoria non ha, invece, con Arzano e Casavatore, pur avendo con questi due Comuni un Camposanto in Consorzio.
Alcuni consiglieri dimissionari, sia socialisti che democrat, ci fanno sapere che loro vogliono contare, altrimenti prenderanno seri provvedimenti.
Alcuni interpreti del pensiero hanno creduto di intravedere, in quelle parole, la minaccia di una rivolta nei confronti del loro leader.
Personalmente, non corroborerei queste cattive usanze anche perché nella fattispecie, non credo che Capano, Cerbone, Bene e co abbiano mai avuto intenzioni secessioniste.
Più semplicemente, al di là di formulazioni infelici, volevano soltanto dire, loro come gli altri: ci siamo anche noi, vogliamo essere presenti nella progettazione del modello Casoria. Tutto qui.
Non avevano e non hanno tutti i torti.
Hanno detto cose giuste, nel momento sbagliato, ottenendo il risultato di creare un vespaio di polemiche sia sulle nomine di Casoria Ambiente che sulle costruzioni abusive al quartiere Stella.
In effetti, non era il momento per propugnare ragioni pur corrette e sacrosante. Il Comune è sotto choc: Casoria Ambiente, Aree dismesse, PUC, regolamento edilizio, il fallimento del progetto “Parco delle Arti”, le elezioni amministrative della prossima primavera che produrranno nuovi assessori e nuovi dirigenti. Un altro, già amaro capitolo, le candidature.
Tutto questo ed altro pesa moltissimo sulle spalle dei pubblici amministratori, sia quelli andati che quelli che verranno. Da tutte le parti interessate, anche molto trasversali e consociative, si erano levate invocazioni per smorzare i toni, evitare speculazioni, non eccitare gli animi e avviare una campagna disinquinante. Invece si sono rinfocolate vecchie polemiche e si è seminato il sospetto di congiure, quei sospetti che sono l’anticamera del modo becero di amministrare che si vorrebbe estirpare.
Basterebbe dire: il Comune va amministrato rispettando chi lo finanzia e da chi è in attività. Questo è il senso di una vera protesta. Spesso o quasi sempre, la risposta dei pubblici amministratori nasce da motivi umorali, legati a risultati discussi ed assume toni ben più aspri ed equivoci. Le proteste, se ben esplicitate, ottengono sempre unanimità di consensi.