I locali in uso al III Settore, “Sicurezza e Mobilità” del comune di Casoria sono pericolosi. La denuncia parte direttamente dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sui luoghi di lavoro ed è stata presentata il 26 ottobre, tra gli altri, al Commissario Prefettizio Dottoressa Silvana Riccio, al dirigente del III settore Avvocato Giovanni Cresci e al servizio Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Già nel DVR (documento di valutazione dei rischi), stilato nel febbraio del 2014 erano state evidenziate criticità relative alle strutture di via Castagna e di via Benedetto Croce.
I fattori di rischio, ritenuti dannosi sia per i dipendenti che per gli utenti che hanno accesso ai suddetti pubblici uffici, risultano essere in primis di tipo strutturale, ma anche igienico. Diversi gli infortuni sul lavoro verificatisi tra i lavoratori del III settore; qualcuno anche di considerevole entità. L’ultimo risale al 5 ottobre ed ha visto protagonista un operatore di Polizia municipale che, scivolando sui gradini d’ingresso della struttura di via Castagna, privi di strisce antiscivolo, ha riportato frattura alla caviglia e al piede destro, con una prognosi di trenta giorni. Assente anche il passamano lungo le scale che consentono l’accesso alla struttura. Non migliora la situazione se ci si sposta nei locali interni dell’edificio. Più volte, infatti, il seminterrato ha subito allagamenti importanti, in particolar modo a riportare danni sono stati il deposito dell’ufficio segnaletica e l’archivio dell’ufficio contravvenzioni (che conserva verbali dell’ultimo decennio). Più volte, invano, responsabili e dipendenti hanno segnalato le ormai ataviche problematiche che, però, ad oggi, sono rimaste lettera morta. Un ossimoro, una contraddizione in termini, l’insicurezza che regna sovrana negli uffici pubblici proprio del settore “Sicurezza e Mobilità” e che mina, quotidianamente, lo stato di salute di quanti accedono alle strutture di via Castagna e via Benedetto Croce. La sicurezza sui luoghi di lavoro dovrebbe essere prerogativa assoluta, per qualsiasi datore di lavoro. L’allarme è stato lanciato, più e più volte. Troppe le denunce di infortuno. E’ necessario intervenire prima che accada l’irreparabile e parole, commenti e rimbalzi di responsabilità apparirebbero non solo pleonastici, ma evidentemente ridicoli.