
Interpreti e comparse: Casillo, Carfora, Polizio e tanti altri.
Si può parlare dell’Amministrazione Comunale quando pezzi di essa si incontrano in Regione Campania dal loro leader Casillo con l’intensione e la volontà (di Casillo ndr) di mandare Carfora a casa e si rivolgono alle segreterie provinciali dei partiti che compongono la coalizione dell’Amministrazione, un imperfetto modello di governo tutto casoriano che vede l’un contro l’altro, disarmati, pieni, solo, di inciuci e veleni, oppure si rivolgono, addirittura a Mimmo Tuccillo, Sindaco di Afragola e a Venanzio Carpentieri, segretario provinciale del Partito Democratico, atto di accusa gravissimo che va “dalla cultura del sospetto” riguardo a PIU Europa, Tubi Bonna, Commissioni Consiliari, Casoria Ambiente alle assunzioni farse e pilotate di Dirigenti di Settore e tanto, tanto altro.
Si può?
Lo abbiamo fatto sin dal primo giorno di questa avventura, di questo lungo viaggio nell’informazione locale, Anno di Grazia 1990, con l’Editore Sergio D’Anna ed il suo settimanale City News tanto che, per la prima volta, l’Ordine dei Giornalisti e l’Associazione Napoletana della Stampa, con le Massime Autorità (Lucarelli, Falco, Colimoro e Coppola) organizzarono, con questa testata, qualche anno fa, a Casoria, al Madrinato di San Placido, un Convegno dal titolo “Il ruolo fondamentale dell’informazione nelle realtà locali” e premiando il Direttore Responsabile del settimanale Casoriadue e del portale di informazione www.casoriadue.it con il premio di giornalismo alla memoria di Mimmo Castellano.
Scrivere di informazione locale fa prendere gli insulti dai servi dei potenti del posto o se, per caso, ti riesce di Vincere le Elezioni, con il colore politico che ti appartiene e ti identifica, con i Valori e gli Ideali che ti rappresentano (o “dovrebbero”), allora gli insulti ti arrivano dai servi di coloro a cui è stata scippata la poltrona dal sedere, e, poi, ci sono, non va dimenticato, gli insulti dei consociativi e dei trasversali, quelli dei faccendieri, quelli dei palazzinari etc etc etc.
Soprattutto ti arrivano gli insulti da parte di coloro che avevano appena finito di esaltare quella specie di circhi volanti dei governi del passato.
Non si sta rivelando migliore, purtroppo, questo governo: grandi occasioni perdute dovute all’empasse politica, amministrativa e gestionale causata dalla uscita dalla maggioranza del Partito Democratico, questo periodo di amministrazione, partito con l’entusiasmo del Sindaco Vincenzo Carfora e l’impegno quotidiano dei suoi Assessori. Corsi e ricorsi storici a Casoria, Oggi, come già successo a Franco De Luca, Giosuè De Rosa e Stefano Ferrara, l’Amministrazione di Vincenzo Carfora è minacciata ed in ostaggio dei soliti professionisti della politica e si è avviata a Ferragosto prima e domenica 30 poi, all’approvazione del Bilancio. Operazione non riuscita. Il Consiglio Comunale del 30 è stato rinviato al 14 settembre a rischio di scioglimento.
Domani mattina, sembra, che debba arrivare dalla Prefettura di Napoli il decreto di scioglimento.
Come sembra che il Sindaco deve andare in Prefettura per poter chiarire.
A 4 anni di distanza dovrebbe essere chiaro a tutti che questo imperfetto modello casoriano che non è né di destra né di sinistra, vive uno sciagurato e masochista periodo politico.
Questa è una maggioranza sull’orlo di una crisi di nervi, con democristiani chiusi nella ferocia trincea degli “interessi”, le perenni tentazioni di regressione alla Prima Repubblica. Le trame di inciucio tra socialisti e cristiano democratici, e tutto il passato, il vergognoso, ostinato passato che non vuole passare e che tiene prigionieri molti dei personaggi di questo Consiglio Comunale.
Prigionieri di schemi, logiche, persone del passato, vecchi ricordi e mentalità.
Se contasse qualcosa, bisognerebbe aggiungere che la cattiva stampa di cui facciamo soffrire i faccendieri, gli imbroglioni, i maneggioni, gli affetti da lue policantista, i vanesi, i fantasmi del Comune, i palazzinari non è certo legittimazione dei precedenti governi casoriani, quelli sì veri nemici di ogni cambiamento.
E siccome questo è un paese dalla memoria cortissima nonché un popolo sussidiato che ringrazia, varrà la pena ricordare le catastrofiche amministrazioni del passato, che non hanno fatto pagare le tasse a chi ha sempre evaso oltre ad aver consentito lo sfascio urbanistico della Città.
Un passato che le nuove generazioni non riescono a rottamare.
Perché?
Notate in giro; vi sono ancora quei cognomi da regime, da “rosa dei nomi”, infilati proditoriamente, e forse con suggerimento, ogni volta che si tratta di fare assunzioni, nomine o affidare incarichi ed appalti ad un ente pubblico.
Meno male che esistono ancora i fatti.
PALLA AVVELENATA.
Farsa finale: il Bilancio Comunale.
Siamo all’epilogo di una stagione politica poco esaltante, dai seguiti a volte grotteschi ed a volte esilaranti, sicuramente costellata da ripetuti insuccessi, uno dietro l’altro.
Sta lottando il Sindaco, l’uomo della provvidenza, l’esperto chiamato a mettere ordine alla macchina comunale, ottimizzare le risorse umane, far progredire e migliorare il tessuto urbano e socio-economico della Città.
Tommaso Casillo, l’uomo forte, il quale non è riuscito a placare la litigiosità dei partiti del centro sinistra e le faide dei consiglieri comunali della maggioranza, con la conseguente paralisi dell’attività cittadina.
Hanno fallito i sottoscrittori della mozione di sfiducia: si sono sedotti a vicenda, quelli dell’opposizione e i quattro dissidenti del PD, per mandare a casa il Sindaco, si sono ritrovati con le “pive nel sacco” e costretti per l’ennesima volta a perseguire, salvo ripensamenti, l’ormai fallimentare deriva centrista.
Ha fallito il centro destra che non ha saputo, per manifesta incapacità, essere protagonista e alternativo al Governo cittadino, ma che, in un susseguirsi di trovate improvvise ed inattese, hanno trasformato le vicende politiche in situazioni paradossali.
Hanno fallito tutti coloro che in coro non partecipano più all’azione propositiva della vita pubblica del Paese, ma riempiono solo gli intervalli con sterili ed inconcludenti arzigogoli.
Insomma, c’è in tutto questo il vecchio armamentario di sorprese, stranezze e buffonerie della commedia antica e di quella erudita.
Prossimamente, cioè entro il 14 Settembre, in Consiglio Comunale (privato ormai di qualsiasi contenuto politico) andrà in scena la farsa finale (l’approvazione del Bilancio Comunale) la cui parola fine spetterà a quelli che con fare grottesco si esibiranno nel comportarsi in modo ambiguo, mutare facilmente opinione e agire con assoluta doppiezza con buona pace della coerenza, chiarezza e trasparenza.
Tanto vi debbo, cordialmente, Vostro
PALLA AVVELENATA.