Quando il calcio è passione: Carlo Alvino si racconta ai microfoni di Casoria Due

Il giornalista napoletano Carlo Alvino è oramai una istituzione per tutti i tifosi azzurri che seguono le partite su Sky; guardare il Napoli senza la sua telecronaca non sarebbe la stessa cosa.

Carlo Alvino nasce nel 1960 e sin da bambino si nota la sua grande passione per il calcio e per tutte le trasmissioni sportive. “Avevo un vecchio registratore a bobine, mi piaceva registrare i programmi che parlavano di calcio e poi li doppiavo e li facevo sentire ai miei familiari”. Possiamo capire quindi che sin da bambino, il giornalista, aveva tale ambizione. “E’ una passione che ho sin da bambino, poi con un po’ di fortuna, tenacia e voglia di fare, sono andato avanti”.

Laureato in scienze della comunicazione all’Università di Latina e Cassino, iniziò la sua carriera giornalistica con la testata “Sport Sud” occupandosi di una rubrica che aveva lo scopo di presentare una scheda tecnica dell’arbitro della partita del Napoli. Lo stesso giornalista, a 16 anni, fu arbitro.

La svolta della sua carriera la ebbe nel 1980 con la partecipazione al quiz televisivo “Sistemone” condotto da Gianni Minà. Lo stesso presentatore aiutò Alvino ad avere contatti per continuare la sua carriera giornalistica.

Primo lavoro che diede maggiore notorietà al giornalista napoletano fu un reportage dal titolo “Diego in azzurro: 7 anni di magia” dove Alvino raccontava la storia del “Pibe de oro” e il suo passaggio alla squadra partenopea.

Il programma che lo lanciò negli anni successivi, riuscendo ad avere molta più notorietà, è certamente “Tutti in campo” di Canale 9, dove rimase per ben dodici anni. L’idea che ebbe fu quella di commentare la partita in diretta dallo stadio senza trasmettere le immagini del match e questa trovata ebbe subito un grande successo. Cinque anni fa, passò a Sky come telecronista fazioso del Napoli.

Molti sono stati i premi ed i riconoscimenti vinti da Carlo Alvino ma quello a cui tiene particolarmente è il Premio di giornalismo sportivo Ghirelli intitolato, come ha lui stesso modo di dirmi, ad uno dei più grandi giornalisti italiani.

Nella conversazione avuta con lui traspare in modo netto la sua passione per il calcio e per il Napoli tanto che, alla mia domanda sulle future prospettive, mi risponde che “il mio futuro deve essere legato alla passione, alla voglia di continuare a raccontare del Napoli a prescindere dalla testata giornalistica”.

Ringrazio a nome di tutta la redazione di Casoria Due Carlo Alvino per averci concesso questa intervista. Inoltre gli faccio i miei più sinceri auguri per il prosieguo della sua carriera fatta principalmente di passione.

 

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