AL TEATRO AUGUSTEO, I CARMENAUTI IN SCENA CON IL “MERCANTE”: FELICE CONNUBIO DI RECITAZIONE, MUSICA E DANZA.

Lunedì 6 Luglio, la compagnia teatrale di Casoria “I Carmenauti” ha offerto, al teatro Augusteo di Napoli, una rappresentazione di elevato livello: sotto la sapiente regia della prof.ssa Carmela Giacometti, ben coadiuvata dall’aiuto regista Giusy Rainone, il gruppo artistico ha messo in scena “Il Mercante” , adattamento  e traduzione in napoletano della stessa Regista da W. Shakespeare.

Il lavoro costituisce indubbiamente un evento di forte spessore creativo e culturale, che va apprezzato e sostenuto per la possibilità che ha offerto di far conoscere al  pubblico un grande esponente della cultura anglosassone, permettendo, in tal modo, di sollevare lo sguardo da una visione circoscritta e provinciale di “fare teatro”, per aprire mente e cuore a nuovi stimoli e a nuove idee. Il fatto, poi, di contestualizzare la storia in ambito campano ha consentito di renderla agli spettatori maggiormente familiare, di “sentirla” più nostra, stabilendo un legame interculturale tra due  diversi mondi, dagli esiti certamente positivi dal punto di vista dell’interazione e dell’apertura a concezioni e punti di vista differenti dai nostri, con un arricchimento reciproco. Questo tipo di sperimentazione della prof. ssa  Giacometti ha creato, allora, una modalità coinvolgente, stimolante e accattivante di acquisire e di produrre cultura, facendo conoscere e “giocare” con un classico della Letteratura mondiale. La stessa Regista ha esplicitato ciò  alla fine della Rappresentazione: dopo aver ringraziato di cuore tutti coloro che hanno contribuito, con un validissimo apporto, alla  realizzazione dell’Opera di Shakespeare, ha evidenziato che “un classico, proprio perché classico, ti lascia la massima libertà, perché continua a parlare qualunque cosa tu ne faccia. La libertà di giocare col  testo ci rende uguale ad esso, ed è proprio questo che sottrae alla cristallizzazione, alla museificazione e lo rende sempre vivo ed immortale. Giocare con il testo con  leggerezza è stato quindi l’obiettivo che mi sono proposta in questa rielaborazione, ho cercato, per dirla con Calvino, di “togliere peso”, perché la leggerezza è un valore, non un difetto.”

 

Ecco illustrata, in maniera succinta, la trama: “L’azione si svolge ad Amalfi e Ravello al tempo della Repubblica Marinara. Shylock, ricco ebreo (molto convincente l’interpretazione di Ludovico Silvestri), presta una ingente somma di denaro a Bassanio, amico di Antonio, che si offre come garante. Come penale alla mancata restituzione della somma, Shylock pone una strana clausola. Da qui, si dirama la paradossale vicenda che lo coinvolge e che sarà dipanata dall’arguzia femminile, grazie alla quale sarà punito il cinico egoismo di Shylok. Da porre in rilievo la scelta raffinata del commento musicale, che ha sottolineato momenti significativi della vicenda, a cura del M° Patrizio Rainone alla chitarra e del M° Martina Nappi al flauto; altri due brani musicali, composti e scritti rispettivamente da Rainone e dalla Giacometti, hanno contribuito a creare un’ atmosfera intensa, il tutto reso ancora più suggestivo dalle coreografie di Susy Grimaldi della Scuola meeting danza e teatro di Afragola, che si è avvalsa della leggiadra eleganza dei ballerini Emanuele Grassia, Sabrina Spinelli e Roberta Ulmini. Al termine della Rappresentazione, felice connubio di musica, danza e recitazione, i meritatissimi applausi del pubblico al cast degli attori, che hanno offerto un’interpretazione sommamente“professionale”. Uscendo dal prestigioso teatro partenopeo, soddisfatto per aver vissuto un’esperienza che ha arricchito mente e cuore, non ho potuto non condividere pienamente questo pensiero della prof.ssa Carmela Giacometti: “Il teatro è un modo bello per stare insieme, per illuminare l’intelligenza e scaldarsi il cuore.” Alla prossima, allora!

 

 

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