Accorgersi di imminenti elezioni non è difficile.
Pur volendo, non si può sfuggire alla frenesia della propaganda elettorale che investe i cittadini come uno tsunami. Uno tsunami che stordisce e intontisce, che rende praticamente sordi alla reale informazione politica e attenti alle sole conoscenze o tornaconti personali.
Ebbene sì.
Perché se chiedete in giro, farete caso che la maggior parte delle persone voterà per conoscenza.
Niente di male, direte, la politica si basa proprio sulla conoscenza, un basamento solido su cui costruire il proprio cursus honorum.
Eppure a queste conoscenze personali non è quasi mai (teniamo conto di quella minuscola percentuale di addetti ai lavori) accompagnata una conoscenza del programma politico, a volte anche dell’area politica di appartenenza.
E se il discorso è totalmente adattabile alle elezioni amministrative, non è di certo estraneo alle elezioni regionali (che si terranno in concomitanza con le prime) e che vedrà l’elezione del nuovo Presidente e dei nuovi membri del consiglio regionale.
A sfidarsi per la presidenza cinque nomi:
Stefano Caldoro
Vincenzo De Luca
Salvatore Vozza
Marco Esposito
Valeria Ciarambino.
E se i primi due sono stranoti, nel bene e nel male, meno lo sono gli altri tre: il rischio è che le elezioni si trasformino in una gara a due che nasconda gli altri nell’anonimato e nella completa ignoranza del loro programma politico.
Basta poco per informarsi: la lettura di un giornale, una ricerca su internet.
Basta poco per trasformare una preferenza inconsapevole in un voto: formalmente non ci sono differenze, ma a separarli è un abisso.
Solo nel secondo caso il voto, come la conoscenza, ci renderà liberi.