STUDENTI DELLA “FEDERICO II” VITTORIOSI AL CONCORSO INTERNAZIONALE D’ORATORIA

Eccellente vittoria di studenti napoletani dell’università “Federico II” nella International Roman Law Moot Court Competition. Giunta all’ottava edizione, questa competizione, che si è svolta per la prima volta in Italia, dal 15 al 18 Aprile, nelle suggestive località delle Terme stabiane dell’antica Pompei e del castello Giusso di Vico Equense, ha visto impegnati i migliori contendenti provenienti dalle facoltà giuridiche dei più prestigiosi Atenei europei.

I “magnifici nostri”, di cui ha fatto parte anche una ragazza di Casoria, Chiara Castaldo, hanno sfidato in “oratoria”, ossia nell’arte dell’argomentare con efficacia per convincere del valore e della giustezza delle proprie tesi, i colleghi di Atene, Cambridge, Liegi, Oxford, Tubinga, Treviri e Vienna.

 

Ma che cosa rende ancora più brillante il prestigioso traguardo conseguito dalla squadra federiciana, composta da quattro studenti di Diritto romano (oltre a Chiara, Marco Auciello, Maria Teresa Carotenuto e Mariachiara Golia), più due docenti, Carla Masi Doria e Cosimo Cascione, che li hanno preparati, nella difficile ed ambiziosa sfida? Il fatto che essi, nella simulazione di un processo di diritto romano di epoca giustinianea, basato su un “caso” ideato da una commissione internazionale di autorevolissimi docenti di Diritto romano, hanno dovuto sostenere, in lingua inglese, le loro tesi, a seconda dei ruoli assunti di accusa o di difesa. Infatti gli studenti sono stati selezionati, oltre che per le loro spiccate capacità oratorie e approfondite conoscenze del Diritto romano, anche per la loro ottima capacità di padroneggiare la lingua di Shakespeare. Pensate un po’: nella finalissima i ragazzi della Federico II hanno primeggiato, con eloquenti ed incalzanti arringhe, pronunciate con persuasiva forza espositiva, sulla qualificatissima squadra dell’università di Cambridge.  Dal volto dolcissimo di Chiara, nostra preparatissima concittadina, ragazza ventunenne dal sorriso radioso, traspare una grande gioia, che ha voluto condividere non solo con mamma Livia, papà Ernesto e altri familiari, ma anche con i suoi maestri di scuola elementare, a cui ha comunicato la notizia, ricordando, con vivo e sincero senso di gratitudine, le tante formative esperienze vissute nello storico I Circolo didattico “S. Mauro”.

Le chiedo di parlarci della sua significativa e ricca esperienza, manifestandoci impressioni e riflessioni. “Quando ho avuto la notizia di essere stata selezionata per partecipare” racconta “ero molto emozionata, ma anche spaventata dall’idea di dover confrontarmi con gli studenti di prestigiosissime università, considerate da tutti le “migliori”.  Mi sentivo caricata anche da una grande responsabilità, considerando che per la prima volta giocavamo “in casa” e dovevamo farci onore! La preparazione è stata lunga e intensa, ma anche divertente.” “Sì, divertente” ripete, notando la sorpresa sul mio sguardo. “Già prima di iniziare la gara vera e propria, questa esperienza mi ha insegnato che l’università può essere divertente. Mi sono divertita a studiare il caso, a pensare come un oratore romano del 556 d.C., ad elaborare strategie difensive, ad esercitarmi per parlare un po’ come Cicerone. Tutto questo è stato possibile grazie alla fiducia dei nostri professori e coach che hanno sempre creduto in noi. Poi è arrivato il momento della gara. In un solo giorno abbiamo affrontato gli studenti di Trier, Atene e Vienna (campioni in carica) nel girone preliminare e dopo aver vinto, nel pomeriggio la semifinale contro Oxford.La semifinale è stata il momento più emozionante, non succedeva da anni che Napoli andasse in semifinale e soprattutto non era mai successo che vincessimo. Quando il giorno dopo abbiamo giocato la finale per il primo posto contro Cambridge, ci sembrava di vivere un sogno. Eravamo alle Terme stabiane di Pompei e per la prima volta avevamo portato Napoli al livello di Cambridge. Ma è stato solo dopo aver vinto anche contro Cambridge che abbiamo capito che, in realtà, eravamo sempre stati allo stesso livello, solo che lo avevamo dimenticato.”

Chiedo a Chiara, al di là della felicità per il conseguimento dell’ambito traguardo, quale insegnamento ha tratto dalla singolare esperienza vissuta. Illuminante la sua risposta, rivelante la convinta fierezza, una volta tanto, di far parte di questa nostra terra campana, tante volte umiliata: “Questa esperienza mi ha insegnato che non dobbiamo mai dimenticare il prestigio della nostra tradizione accademica e della forza della nostra terra. Può sembrare un discorso di parte, ma ciò che è stato ricompensato alla fine è stata la nostra grinta, determinazione e anche allegria nell’affrontare ogni sfida, atteggiamento tipico partenopeo. Dai ragazzi delle altre squadre ho imparato cosa è una sana competitività. Tutti volevamo vincere, ma ognuno di noi rispettava sinceramente il lavoro degli altri avversari. Mi hanno emozionato di più i complimenti che mi hanno fatto i ragazzi delle altre squadre che quelli dei famosi professori. Inoltre aver potuto ospitare tutti questi ragazzi ha reso l’esperienza ancora più suggestiva. Ci hanno ringraziato per la nostra ospitalità e aver potuto mostrare loro le meraviglie di Pompei e i panorami mozzafiato della costiera sorrentina ci ha davvero inorgogliti e fatto riscoprire un po’ di sano “patriottismo”. Essere internazionali non significa solo andare via, ma significa soprattutto impegnarsi per rendere il proprio Paese un luogo d’ eccellenza dove saranno gli altri a desiderare di venire.”

Carissima Chiara, meriti il titolo di campionessa anche per queste tue sagge riflessioni. Grazie per avere anche a noi trasmesso l’orgoglio di essere figli di una terra bella e splendida, da amare e da curare, perché “la bellezza”, come ha scritto la professoressa e giornalista Elena Granata, “è l’amore che posiamo sulle cose e il modo con cui le si guarda.” Complimenti vivissimi per aver restituito, con la Cultura, un po’ di dignità alla Campania e a Napoli. Quando eserciterai la tua professione, siamo certi che con la tua grandezza d’animo lotterai con le armi della legalità e della verità per la tutela dei diritti dei più deboli, di chi arranca sui sentieri della vita. Siamo noi ad esserti immensamente grati per aver fatto tesoro dei nostri insegnamenti. AD MAIORA!

 

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