Venerdì, 20 Marzo scorso, in preparazione alla XX Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera, la cui manifestazione nazionale si è tenuta a Bologna il giorno successivo, si è celebrata, anche a livello locale, un’importante iniziativa in piazza Cirillo sul tema scelto quest’anno dalla suddetta Associazione: “La verità illumina la giustizia”.
Maria Saccardo, Referente Libera Afragola – Casoria (Presidio “M.llo Gerardo D’Arminio”), ha illustrato ai convenuti la finalità dell’evento: “La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. E da questo elenco, mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare.”
Durante la serata, attraverso momenti dedicati alla musica, alle riflessioni e alla creatività, si è posto in evidenza che non bisogna arretrare di fronte alla violenza e al male, anche se la tentazione sarebbe forte, che occorre “illuminare la giustizia”con la ricerca della verità. Ciò, però, diventa possibile se ognuno diventa testimone del coraggio, della forza e della fede nei valori della solidarietà e della legalità, aiutando a costruire un cammino ricco di impegno e speranza, nel quale, fianco a fianco, “in rete”, possano cooperare Enti pubblici (Regioni e Comuni) e organismi civili, quali parrocchie, associazioni territoriali, scuole. Per vivere in un mondo più giusto, è necessario, in particolare, che diminuisca la schiera di coloro che hanno ceduto alla rassegnazione passiva, allo sterile fatalismo, al disimpegno sociale, determinando in loro la “morte” della coscienza democratica e si incrementi il “popolo dei viventi,”, di coloro, cioè, che praticano, ogni giorno, nei loro contesti di vita (famiglia,ufficio, fabbrica, quartiere..), la legalità che va a braccetto con l’onestà, la trasparenza, il senso del dovere, il rispetto delle leggi che regolano la convivenza civile. Una forte convinzione accomuna “il popolo dei viventi”: le Forze dell’Ordine sono insufficienti nel contrasto all’illegalità senza il prezioso apporto dell’educazione, che deve iniziare nelle famiglie, cuore dello Stato, e nella scuola.
Consapevoli che sia questa la strada giusta per prendere il male alla radice e per trasformarlo in bene, gli insegnanti delle classi quarte e quinte della scuola primaria dell’I.C. “Casoria 1° Ludovico da Casoria”, nella mattinata scolastica di Venerdì 20 Marzo, dopo alcune attività ed iniziative svolte nei giorni precedenti nell’ambito della “festa della legalità” (che ricorre il 19 Marzo, così come stabilito dalla Giunta Regionale della Campania), hanno invitato nella sala teatro del Madrinato, la signora Saccardo, la quale, stimolata dalle domande dei bambini, ha spiegato loro che la legalità riguarda proprio tutti e che si pratica con gesti quotidiani semplici, ma di grande valore sociale, quali il non calpestare le aiuole, il non buttare le cartacce a terra, il non imbrattare i muri della Città, il raccogliere gli escrementi dei cani, l’aver cura dell’arredo scolastico, il rifiuto di acquistare prodotti tecnologici contraffatti e così via. Opportuno il breve tratteggio della nobile figura del maresciallo D’Arminio, esponente del Nucleo Investigativo, specializzato nella lotta alla mafia. Indagava sui legami della malavita campana – sicula – calabrese, legati ai traffici di droga internazionale, nei quali era coinvolto il clan Moccia. La sera del 5 Gennaio 1976 stava accompagnando il figlioletto di 4 anni in un negozio di giocattoli, quando fu ucciso, ad Afragola, da un colpo di fucile sparato dall’ultimo dei fratelli Moccia. La signora Saccardo ha, infine, posto in rilievo, anche con il supporto di due video, che le mafie temono la cultura, perché essa apre la mente, aiuta a sviluppare una coscienza critica, ad agire, quindi, con la propria testa, senza lasciarsi condizionare dagli esempi negativi, dai modelli deleteri di chi mostra la propria viltà e debolezza agendo con la prepotenza, la sopraffazione e la violenza.
Quando due ragazzine di quinta, Sara e Vittoria, hanno illustrato ai loro coetanei e alla Referente di Libera un cartellone, riportante le conclusioni di una conversazione in classe sul significato della legalità, ho ricordato una brevissimo scambio di battute con il magistrato Raffaele Cantone, attuale Commissario straordinario anticorruzione, giunto a Casoria il 4 Giugno 2012 per presentare il suo libro”Operazione Penelope”: dopo avermi chiesto quale professione svolgessi, alla mia risposta il suo viso si illuminò e immediatamente scrisse questa dedica sul volume appena comprato: “Ad Antonio, perché l’impegno per l’educazione dei nostri giorni è determinante per vincere mafie ed illegalità”.