L’ancestrale arte del falso storico, gli ambienti ecclesiastici la pratica da un millennio.
La regola costante in queste operazioni di falsificazione della realtà è tratteggiare una situazione spudoratamente favorevole agli interessi del committente. Lo era per la Chiesa Medievale (come lo sarà, purtroppo, ancora ai nostri giorni), lo è per tutti.
Non trascurabile terreno per le falsificazioni a scopo di potere è la descrizione del logo del Comune di Casoria come una testarda convinzione di principi non mediabili: una casa d’oro.
Un bel quadretto, che prefigura una Città ricca, con tanto grano; potrebbe essere vero se il toponimo fosse stato scelto nel 700 o nel 800. Invece no: il nome Casoria viene da casuri, i capanni dei nostri antenati sulle sponde del fiume Sebeto e i suoi affluenti: il Lufrano e la sua Bolla. Una zona paludosa che vide la morte di migliaia di soldati francesi che sotto la guida di Lautrec avevano pensato di assediare Napoli, partendo da quel posto.
Che poi Casoria dopo sia diventata la Città più importante dell’agro napoletano è un’altra storia. E’ la storia di Giovanni Pisa, il miezculillo di Enzo Marino; è la storia di Donato e Pietro Ferrara e a seguire passando per i nostri Santi, fino ai giorni nostri, terra di letterati e primari, di magistrati e scienziati e anche terra di tre olimpionici e per giunta anche medagliati.
Niente delle narrazioni corrisponde al vero e ringrazio Enzo Marino che invece con le belle pazzie e le bugiarde aurore ci racconta il vero di storie che rappresentano l’essenza pura della storia di questa nostra città, dal 1920 ai giorni nostri
Partire da donna Adelina significa racchiudere in questo scrigno prezioso che è la nostra Piazza (quanti sanno chi era Domenico Cirillo?) e il piccolo agglomerato urbano che conteneva santu mauro, san benedetto, o puntile, santa maria e chiazze e maie o santu iann, la vera storia di questa Città. Sono le zone da dove sono passate le intelligenze dei nostri avi e lui parlando di maurino giacchettella, donna erminia a induvina, sauriello, pauluccio o furnare fa si che ognuno che legge quel libro ricordi le proprie storie e magari quelle degli altri. E spero che spinga alla curiosità;
Spero che dopo la lettura del libro ci si incuriosisca sul perché la piazza principale sia dedicata a Domenico Cirillo o perché o puntile, invece, ad un Papa, Benedetto XV, ligure; ci si incuriosisca sulla Santa Croce del 1638 che è a fianco di Lamagna (quanti dei clienti di Lamagna la guardano); Ci si incuriosisca se sia vera la storia che Gianbattista Pergolesi abbia abitato a Casoria
Ecco il perché vi invito non solo a comprarlo il libro ma a leggerlo.