Oggi, sul palco del City Hall di Oslo, riceverà il Nobel per la Pace Malala Yousafzai, una ragazza pachistana che si è battuta strenuamente per tutelare l’infanzia. “Questo riconoscimento va ad ogni bimbo” ha commentato lei quando ha ricevuto la notizia, mentre era in classe a studiare chimica. Lei si è riferita a tutti i bambini del mondo, ma in particolar modo a quelli che sono privati dei loro diritti elementari, specialmente a chi non ha la possibilità di studiare per costruirsi un futuro migliore.
Nel mondo, infatti, circa 58 milioni di minori non ricevono alcun tipo di istruzione: invece di frequentare la scuola, sono costretti ad alzarsi ad orari proibitivi per andare nei campi, nelle fabbriche, anche nelle discariche, per sfamare le proprie famiglie. Tanti diventano bambini – soldato e rischiano la pelle nei conflitti civili che scoppiano nei loro paesi. Il sogno di Malala è che tutti abbiano la possibilità di ricevere un’adeguata istruzione.
Malala ha 17 anni e da quando aveva 10 anni lotta per assicurare il diritto allo studio a coloro che ne sono privi. A quell’epoca i taleban, fondamentalisti e malvagi terroristi musulmani che avevano occupato la sua città, Mingora, nella valle di Swat, impedirono alle famiglie di mandare le bimbe a scuola. Questo perché interpretano in maniera errata l’Islam. Malala, con l’aiuto del padre, non si sottomise a tale discriminatoria e ingiusta legge e continuò a frequentare le lezioni. Per questo motivo, fu picchiata selvaggiamente, due anni fa, da un gruppo di estremisti. Fortunatamente, con la sua famiglia, riuscì a scappare a Birmingham, in Gran Bretagna, dove fu curata. Ora continua a studiare con diligenza e profitto e a battersi per l’educazione delle bimbe.
In classe, bambini di Casoria, frequentanti le classi quinte dell’I. C. Casoria 1° Ludovico da Casoria, hanno letto la sua storia e alcune pagine del libro scritto da Malala. Sono rimasti talmente colpiti dal suo coraggio da scriverle una lettera che viene riportata di seguito:
Carissima Malala,
siamo bambini di dieci anni e frequentiamo la quinta classe della scuola primaria dell’I.C. Ludovico da Casoria, in provincia di Napoli. Abbiamo letto la tua storia sull’inserto di “Avvenire”, Popotus. Vorremmo farti le nostre congratulazioni per il premio Nobel per la Pace che riceverai, il 10 Dicembre, a Oslo.
Noi ti ammiriamo molto, perché da quando avevi la nostra età ti sei battuta e continui a lottare per la giustizia e per i diritti delle bimbe del tuo Paese a ricevere l’istruzione. Secondo noi, il premio più importante per te è che ogni bimbo vada a scuola. Nonostante gli estremisti islamici ti abbiano aggredito, tu non hai avuto paura, ma hai continuato a lottare per quello in cui credi, non hai mollato. Infatti, tu stai ancora lottando, denunciando dalla Gran Bretagna, su Internet, le ingiustizie che commettono i Taleban.
Hai detto che, quando salirai sul palco per ricevere il Premio Nobel, saliranno tutti i bambini del mondo, perché tu sei una ragazza dall’animo dolce e buono. Anche se hai subìto tante violenze e tante ingiustizie, sei serena e coraggiosa e, quindi, siamo orgogliosi che in quel momento tu rappresenterai tutti noi. Sei, infatti, disposta a sacrificare tutto,anche la tua vita, pur di ottenere i diritti elementari, non solo per te stessa, ma per tutti i bambini. E’ impensabile che 58 milioni di piccoli, svolgano i lavori degli adulti, essi dovrebbero solo e esclusivamente pensare a giocare, divertirsi e studiare. Tu hai contribuito molto a far conoscere la lotta non violenta e la disobbedienza civile. Sei, perciò, un ottimo esempio da seguire. Per noi sei come una maestra, perché insegni a grandi e piccoli che bisogna essere contenti delle possibilità che abbiamo per istruirci e per migliorare, perché lo studio è importante.
Ti vogliamo bene, sei la nostra eroina!
Gli alunni delle classi quinte “Ludovico da Casoria” – Casoria (NA)