Un premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza

UN PREMIO NOBEL PER LA PACE AI BAMBINI DI GAZA, “COME RICONOSCIMENTO PER TUTTA L’INFANZIA IN GUERRA

Nei giorni scorsi il prof. Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia alla Federico II di Napoli, ha rilanciato, con un articolo pubblicato sul quotidiano “Avvenire”,  la proposta, già avanzata al Senato, esattamente un anno fa, dall’associazione “L’isola che non c’è” – Latiano (Brindisi) – di candidare i bambini di Gaza al premio Nobel per la pace.  Mazzarella ha concluso l’appello con toni imperiosi e frementi di sdegno, quello sdegno sepolto sotto la perniciosa assuefazione a tragedie immani che ci lasciano, ormai, indifferenti e passivamente rassegnati: “Basta se avete carità,” ha scritto con parole di fuoco. “Basta voi che uccidete. Basta voi che mentite. Basta, voi che non fate niente. Basta se avete ancora qualcosa che somiglia a un uomo”. Oltre ai circa 20.000 bambini, morti nella striscia di Gaza dall’inizio del conflitto, altri 300 ne sono stati uccisi, dall’ottobre 2025, in un periodo di sospensione dei combattimenti. E continuano a morire per malnutrizione, per  malattie impossibili da curare a causa di mancanza di farmaci, per acqua sporca e per condizioni di vita subumane, tra cloache fetide e convivenza con topi che mordono soprattutto i piccoli.

Ma “basta” bisogna gridarlo  con rabbia, sdegno e  furore per tutti i bambini che vivono nei paesi nei quali sono in corso  59 conflitti, privati del diritto di crescere, di istruirsi, di giocare, di curarsi, di sognare un futuro dignitoso. Benissimo ha fatto, allora, questa mattina, lo stesso   Mazzarella che, in un secondo articolo pubblicato su Avvenire, ha riportato una puntualizzazione di   padre Ibrahim Faltas, frate francescano direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa, cogliendo con pienezza il senso della proposta: «Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace significa dare ancora valore alla parola pace, significa fermare nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio».

Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Ci sono i bambini ucraini e quelli russi, ci sono i piccoli iraniani e sudanesi. L’infanzia in guerra, tutta e di tutti i tempi, si può riconoscere nella candidatura al Nobel. Il premio per la Pace che non hanno avuto, per la mancanza di pace di cui sono morti, è un premio all’infanzia in tutte le guerre, ai bambini ridotti all’oscenità, con le loro madri, della categoria – l’ipocrisia della lingua di chi li uccide – dei “danni collaterali”.

Si ricorda a chi desidera aderire alla proposta del Premio Nobel  che deve scrivere a “petizione.gaza@avvenire.it

Antonio Botta

ANZIA IN GUERRA

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