Votate per chi volete, ma votate!

Domenica 15 maggio e Lunedì 16 si terranno le elezioni comunali nella nostra città, per scegliere il sindaco ed i consiglieri comunali, che governeranno per i prossimi cinque anni la nostra città. I casoriani tutti sono chiamati al voto che costituisce un appuntamento per vivere il momento elettorale come opportunità. Sono invitati ad analizzare le ragioni ultime che costituiscono le priorità da affrontare, e sulla base di queste, rapportandosi con coscienza civica ad esse, votare, eleggere chi dovrà governare in Comune.

In un momento in cui la politica appare distaccata dai problemi reali e sta perdendo sempre di più la fiducia dei cittadini, le elezioni amministrative costituiscono un’opportunità per riconoscere alla politica un ruolo decoroso.

 

Il recupero della dignità e del concetto di vera utilità della politica comunale, si attua nell’ottica di uno sviluppo urbano che rispetti le esigenze di incontro e di condivisione della nostra vita quotidiana, affinché si  comprendano le necessità dei cittadini e vengano valorizzate  le loro iniziative sociali e culturali. Siamo convinti che tanti candidati sindaci e consiglieri abbiano realmente a cuore il destino delle città. Ad ogni tornata elettorale il cittadino decide da chi vuole essere governato, in relazione al programma presentato che dovrebbe convincere sul candidato a sindaco e sul gruppo di consiglieri. Dovrebbe essere così, l’ottimismo ci spinge a pensarlo, il prevalere della logica partitica , che vuole spesso un ribaltamento della situazione, ci spinge invece a mutare opinione. Insomma l’eccezione nega, da un po’ di tempo, la regola. Sfuggendo dalla logica dell’uno contro l’altro, la confusione tra le forze politiche in campo comincia a stancare, anche perché il cittadino è stufo di leggere che ciascuno dice di avere la verità in tasca. E’ da qui che nasce l’allontanamento dalla politica, la cui conseguenza è la refrattarietà al voto, il mancato esercizio di un diritto dovere del cittadino. Non è un bene che l’elettore sia stufo della politica, che si senti demotivato, ed abbia anche un solo dubbio sull’andare o meno a votare, che dubiti di voler esercitare e rendersi partecipe dell’unico momento in cui è veramente parte della democrazia; perché votare è un’opportunità per ribadire il senso della democrazia, che si conquista giorno per giorno. Sbagliato è non esercitare questo diritto,  poiché dopo si è costretti ad accettare le decisioni degli altri. Ai cittadini refrattari e sfiduciati bisogna dare certezze e concretezze, far loro trarre considerazioni e mandarli fiduciosi alle urne. Farli uscire dalla logica del “tanto non cambia nulla”, quando invece il loro  voto può essere  decisivo per cambiare . Il trionfo di un ideale di cambiamento trova il proprio nutrimento nella partecipazione popolare e nel consenso della comunità.  Il rinnovamento della politica consiste proprio nel superamento del limite tra esclusivismo e concretezza e nel saper uscire dai salotti e salottini per entrare nelle case e nel cuore delle persone.  Per rendere realizzabile una rigenerazione politica è indispensabile appassionare quella parte indecisa e delusa d’elettorato che tenderebbe istintivamente a disertare le urne e a decidere per una “non scelta”. Bisogna convincere gli indecisi ed i delusi dell’importanza del voto, perchè sono proprio loro, i più importanti attori della competizione elettorale; i veri artefici del futuro politico locale.  Restando a casa e rinunciando ai propri diritti non si cambia nulla, non si migliora nulla e non si diventa partecipi di nulla.  Si diventa invece corresponsabili di questo “nulla” che imbastardisce la politica locale, disincanta dalla possibilità di effettivo miglioramento e tarpa le ali dello sviluppo locale. L’astensionismo, è il vero ostacolo al cambiamento, al rinnovamento, blocca il progredire della comunità. Il voto è uno dei pochi strumenti che abbiamo per scegliere il nostro futuro.

 

Votate per chi volete, ma andate a votare”.

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